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<< Indietro - Home - Fuorigioco - 28 Maggio 2013 alle 07:42

La nuova narrativa della strada

Dalla metà degli anni ’90 dall’isola d’Irlanda, dalla Scozia e dall’Inghilterra stanno arrivando tradotti molto bene dei romanzi molto stradaioli. Questa nuova narrativa è capeggiata da Roddy Doyle, Irvine Welsh Nick Hornby e dal grande John King. I quali hanno messo su carta storie molto interessanti che mi hanno molto appassionato: ho letto di storie sulla passione del calcio, musica, sul mondo della droga, sulla sottocultura skinhead e sull’hooliganismo. Nel loro genere sono dei piccoli capolavori spesso seguiti da altrettanti film da essi tratti. Ecco a voi alcune recensioni per farvi un’idea migliore a riguardo anche se non ho dubbi molti già conoscono se non tutte ma sicuramente alcune delle opere che di seguito vi menzionerò, partirei dal romanzo di Roddy Doyle dal titolo “due sulla strada” . A Barrytown, (immaginario) sobborgo di Dublino, il capofamiglia Larry Rabbitte aiuta l'amico Bimbo, da poco licenziato, ad acquistare uno scassato furgone da attrezzare come rivendita di bibite, hamburger, fish and chips, in occasione dei Mondiali di calcio 1990 in cui l'Irlanda si era qualificata e fu eliminata dall'Italia nei quarti di finale. Fortemente connotata in termini nazionali, è una commedia ricca di personaggi vivaci e di trovate divertenti che non nascondono l'amarezza di una realtà sociale disagiata sulla quale incombe il problema della disoccupazione. Pochi altri film hanno saputo raccontare le valenze culturali e mitiche del calcio. Da notare la battuta scritta su una maglietta col trifoglio irlandese: "Fuck Schillaci!".


Dall’Irlanda passiamo alla Scozia con due romanzi di Irvine Welsh, il primo è il famosissimo “Trainspotting” il quale parla di un pugno di ragazzi a Edimburgo e dintorni che hanno a che fare con il sesso, lo sballo, la rabbia, il vuoto delle giornate. Sono i dannati di un modernissimo inferno "chimico", con la loro vita sfilacciata e senza scampo. Alla ricerca di un riscatto, di un senso da dare alla propria esistenza - che non sia il vicolo cieco fatto di casa, famiglia e impiego ordinario - trovano nella droga e nella violenza l'unica risposta possibile. Sboccato, indiavolato, travolgente: l'esordio di un talento letterario, il romanzo shock che ha fatto epoca e dato voce a una nuova generazione.
Sempre di Welsh è il romanzo “Tolleranza zero” che parla di Roy Strang un ragazzo della periferia di Edimburgo, con un padre sociopatico e violento, e una madre razzista, sposata col padre quando aveva già due figli avuti da due differenti uomini, in Italia. Oltre ai fratellastri, Roy ha due fratelli di sangue, Kim sorella dolce ma facilmente raggirabile, ed Elgin, il più piccolo della famiglia, ma autistico. Finito in coma dopo un tentato suicidio, vegeta in ospedale, dove riceve continue visite dai familiari, che tentano di svegliarlo attraverso registrazioni di canzoni cantate da loro stessi. Ma la mente di Roy è completamente vigile al contrario del suo stato, e continua a rifuggire la possibilità di un risveglio, in favore di un'avventura onirica che esiste solo nella sua testa. Un safari africano dove, assieme ad un presunto calciatore Sandie Jamieson, è impegnato nella caccia di un grosso uccello predatore, il Marabù, causa di devastazioni nella foresta, e soprattutto la ragione di tutti i mali nella vita terrena di Roy. La narrazione del safari è continuamente interrotta dalle visite dei parenti, che scatenano nella mente di Roy lunghi flashback relativi alla sua infanzia e alla sua vita prima del tentato suicidio. Confinato nella periferia edimburghese insieme alla famiglia, schiacciato dalle scarse prospettive, emigra in tenera età con tutta la famiglia in un Sudafrica in pieno apartheid. Dopo le iniziali ritrosie, il ragazzo e la famiglia iniziano ad ambientarsi grazie anche all'appoggio dello zio Gordon, fratello del padre, scozzese emigrato in Sud Africa tempo addietro, che incoraggia il piccolo Roy allo studio dell'ornitologia. Ma il mecenatismo dello zio nascondeva in realtà la volontà di approfittarsi del piccolo bimbo. La mente di Roy infatti ricorda piccole violenze subite dallo zio in cambio di libri di zoologia e gite, ma mai sfociate nell'atto sessuale. A seguito dell'uccisione dello zio da parte dei ribelli, la famiglia torna in Scozia, facendo l'infelicità di Roy. Brillante a scuola, ma bersagliato dai compagni a causa del suo brutto aspetto, dovuto alle grandi orecchie e ad una gamba azzoppata dal cane di suo padre, Roy si difende dalle angherie del mondo esterno attraverso atti di bullismo: maneggia coltelli, si dà alla piromania e molesta i coetanei; tutti colpevoli di bistrattarlo. Offendere per non essere offesi, diventa il motto del giovane Roy Strang. Finita la scuola accantona i progetti di università, e si trova un lavoro come apprendista in una compagnia d'assicurazioni. Intanto si unisce ad un gruppo di ultras dell'Hibernian con la quale si intrattiene in risse e accoltellamenti con le altre firm. Proprio in curva conosce la causa dei suoi mali, Lexo Setterington, identificato nel suo sogno onirico con il Marabù. Lexo sarebbe stato l'orditore e l'esecutore di uno stupro di gruppo al quale Roy assistette senza partecipare. Accusato di stupro ma uscito pulito insieme ai suoi compagni, Roy piomba in uno stato di depressione a causa dei sensi di colpa, ed emigrato a Manchester tenta il suicidio che lo porta in coma. Ma i ricordi di Roy restano confusi al riguardo. A chiarire gli aspetti oscuri della vicenda ci penserà la vittima dello stupro, Kirsten, che poco prima di sottoporre Roy ad un'evirazione, gli ricorda come fu lui e non Lexo l'orditore ed il principale esecutore dello stupro, che si accanì con la giovane con un'incredibile barbarie. Insieme al ricordo della violenza, Roy, a metà tra il coma e lo stato vigile, rievoca l'abuso sessuale di cui fu vittima in Sudafrica, da parte dello zio, e che credeva di avere rimosso. La narrazione di Roy dunque ha fatto acqua a causa dei sensi di colpa che tendevano a spostare le responsabilità su Lexo. Mentre Kirsten amputa il pene di Roy, e gli pianta un coltello in gola, lasciandolo morire, continua la parallela avventura onirica di Roy in Sudafrica. I due avventurieri, Roy e Sandy, trovano il marabù, che non è Lexo ma lo stesso Roy. Roy è la stessa causa dei suoi mali, dei suoi peccati, della sua depressione. La somiglianza tra i due sta inoltre nell'aspetto fisico; non erano le orecchie, ma un naso a forma di becco che deturpava la faccia del piccolo Roy. La vita di Roy termina insieme a quella del marabù, suo alter ego del mondo onirico, che muore sotto i colpi di fucile di Sandy Jamieson.


Dalla scozia di Irvine Welsh passiamo alle storie inglesi narrate da John King il quale ci delizia con tre libri sugli hooligans del Chelsea più “human punk” . nei libri “Fedeli alla tribùHead hunters” e “England away” king ci narra di hooligans violenti, emarginati e ribelli, con le magliette tese sulle pance gonfie di birra, il suo linguaggio per descrivere il tutto è sboccato e aggressivo: questi ragazzi londinesi degli anni '90, acerrimi tifosi del Chelsea, sono quelli che la stampa definisce "hooligans". Ed è uno di loro, Tom Johnson, a narrare in prima persona le loro vicende, consumate tra disoccupazione e scontri con le tifoserie nemiche, tra clamorose sbornie e sesso occasionale, tra rari spiragli di felicità e fughe dalla polizia, tra sogni impossibili e frustrazioni che non trovano altro sbocco che nell'aggressività. Infine king ci fa assaporare un po’ di “punk” con “Human punk”. Ambientato nell’Estate, 1977:.. Joe Martin è un ragazzo di quindici anni che cresce nei sobborghi di Londra. Ascolta musica - punk rock, reggae - va in discoteca, beve birra e ruba macchine. Fino a quell'indimenticabile notte, fino a quell'orribile incidente che coinvolge il suo migliore amico, Smiles. Nel 1988 Joe ritorna a casa dopo tre anni passati a lavorare in un bar di Hong Kong e i ricordi riaffiorano impietosi. Nel 2000 Joe vende dischi e biglietti per combattimenti. La vita sembra sorridergli di nuovo fino al momento in cui un viso che viene dal passato lo costringe a rivivere quella notte del 1977. Tra violenza, musica punk rock, sbronze, il ritratto di un'epoca della gioventù inglese.


Per concludere, è giusto farlo, con i due libri di Nick Hornby il primo meno famoso è sicuramente “Il mio anno preferito”, che è una raccolta di tredici racconti di ambito calcistico curata da Nick Hornby. Ciascuno dei 12 autori selezionati dallo scrittore inglese (il tredicesimo è Hornby stesso) viene chiamato a raccontare l'annata calcistica che gli ha regalato le maggiori emozioni. Ecco a voi un antipasto a chi sarà intenzionato ad approfondire questo libro con un anticipo dei 13 racconti:

 

• Roddy Doyle - Repubblica è una bellissima parola

 

Il ricordo del mondiale di Italia 90, vissuto dentro a un pub di Dublino da un tifoso dell'Irlanda. Dal vittorioso girone di qualificazione contro Inghilterra, Olanda e Egitto alla sconfitta nei quarti di finale contro l'Italia per colpa dei gol di Schillaci.

 

• Harry Pearson - Un campionato di tranquilla inutilità

 

Le gioie di un campionato senza infamia e senza lode, quello del Middlesbrough del 1990/91 che dopo un'altalena di vittorie e sconfitte si concluse al primo turno dei playoff contro il Notts County.

 

• Harry Ritchie - Take my whole life too

 

La promozione in Premier league scozzese della piccola squadra dei Raith Rovers, vissuta in un misto fra gioia e continuo scetticismo. Partite vissute davanti al televideo, i gol di Gordon Dalziel visti in videocassette spedite dal padre, a causa del lavoro che l'ha costretto a emigrare a Londra ma non ha affievolito passione ereditata per via paterna. Sino ad arrivare alla meritata festa per la promozione, anche se poi la permanenza nella massima serie durerà un solo anno.

 

• Ed Horton - Scomparire?

 

Il campionato 1991/92 dell'Oxford United F.C., a un passo dal fallimento economico dopo l'improvvisa morte del proprietario Robert Maxwell. La cronaca di un crack finanziario che portò al licenziamento di migliaia di lavoratori si intreccia con la prova d'orgoglio della squadra che riesce a salvarsi nonostante un avvio disastroso e la vendita forzata dei migliori giocatori.

 

• Olly Wicken - Illusioni di grandeur

 

Il campionato 74/75 di Third Division del Watford F.C. visto attraverso gli occhi di un ragazzino di undici anni. La possibilità di fare il raccattapalle è vista come un modo di stare vicino ai propri idoli e contribuire ai loro successi, che il giovanissimo tifoso con entusiasmo e ottimismo non può fare a meno di prevedere per la propria squadra. Sino al sorprendente finale.

 

• D.J. Taylor - Fattene una ragione, Hansen

 

Nel 1992-93 il Norwich City, fra la sorpresa e lo scetticismo dei giornalisti sportivi, rimase a lungo in testa in Premier League arrivando poi terzo. Taylor pone l'accento più sul modo in cui vengono trattate le "piccole squadre" dalla stampa che sulla cronaca vera e propria di una stagione comunque ottima.


• Huw Johnson - Il vangelo secondo san Giovanni l'alchimista


Nel 1978/79 lo Swansea City A.F.C., sotto la guida del nazionale gallese John Toshack ottenne la seconda di quattro promozioni che lo portarono in pochi anni dalla quarta alla prima divisione. L'impresa, vissuta in esilio da Cambridge per ragioni universitarie, si coronò il giorno in cui Margaret Thatcher vinse per la prima volta le elezioni. "e al momento mi sembrò uno scambio equo".


• Nick Hornby - Il vizio di Abbey


Hornby lascia da parte l'amore per l'Arsenal raccontato in Febbre a 90° per raccontare l'incredibile serie di 31 partite senza vittorie del Cambridge United nella stagione 1983/84. Serie che si interruppe a sorpresa contro il Newcastle United che per colpa di quella sconfitta perse la promozione in First Division.


• Chris Pierson - L'anno d'oro


È difficile trovare una stagione da ricordare per un tifoso del St Albans City, squadra dilettantistica che non vince un campionato da più di sessant'anni e non ha mai vinto una coppa degna di questo nome. Pierson sceglie, più per motivi personali che calcistici, la stagione 1971/72 descrivendo con nostalgia l'atmosfera del calcio minore inglese anni settanta, fra incontri infrasettimanali per le innumerevoli e inutili coppe e amare e immeritate sconfitte da parte di avversari "disonesti".


• Matt Nation - Cosce da elefante


Il racconto della promozione del Bristol City, che guidato dalla poderosa coppia di attaccanti Robbie Turner e Bob Taylor (le cosce da elefante del titolo sono quelle di Taylor) riuscì a terminare al secondo posto il campionato di Third Division alle spalle però degli odiati rivali dei Bristol Rovers.


• Graham Brack - Où sont les neiges d'antan?


Nel 1962 Brack ha sette anni e il suo cuore è diviso fra Sunderland e Charlton Athletic. Entrambe le squadre partecipavano al campionato di Second Division con obiettivi opposti: il Sunderland per la promozione e il Charlton per la salvezza. Alla fine solo una delle due riuscirà a centrare il suo obiettivo.


• Don Watson - Psycho Mike e il pattinaggio fantasma


La passione per il mitico Leeds United degli anni settanta spinge lo "scozzese in esilio" Watson a inventarsi un'improbabile passione per il pattinaggio come alibi per seguire la squadra in trasferta negli alti e bassi del campionato del 1974/75. A rendere indimenticabile la stagione fu però la sfortunata avventura in coppa dei campioni terminata con l'immeritata sconfitta in finale contro il Bayern Monaco e gli incidenti allo stadio che costarono al Leeds la squalifica dalle coppe europee.


• Giles Smith - Sul campo per posta


Il non poter vedere dal vivo le partite del suo amato Chelsea non scoraggia il giovanissimo Smith che decide di farsi spedire per posta gli autografi dei suoi idoli (iniziando da Peter Bonetti) e tutti i programmi delle partite della stagione 1973/74.


Infine il libro e il film che più ci ha fatto inorgoglire come tifosi ed è Febbre a 90° che fu pubblicato nel 1992, e fu il primo libro di Hornby. È la storia della relazione tra l'autore, Hornby stesso, e il calcio, in special modo con l'Arsenal, squadra di Londra. Consiste di un buon numero di brevi saggi, ognuno relazionato con una singola partita tra il 1968 e il 1992. Mentre Hornby racconta gli alti e bassi dell'Arsenal, espone anche gli avvenimenti della propria vita, sempre intrecciati con l'adorazione di idoli dell'Arsenal come Liam Brady e il disprezzo per giocatori deludenti come Gus Caesar.

Febbre a 90° vendette più di un milione di copie solo nel Regno Unito. Fu anche visto come una pietra miliare nella percezione pubblica del football, rendendo accettabile, o addirittura alla moda, l'interesse per questo sport anche in circoli più sofisticati. Vinse il premio Libro sportivo dell'anno William Hill nel 1992. Venne anche ristampato con una nuova copertina e reso disponibile come parte del pacchetto donato agli abbonati dell'Arsenal del 2005-06 al "Saluto Finale" nello stadio londinese di Highbury.

Non supereremo mai questa fase.



A cura di gianluca dileo