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<< Indietro - Home - Cronache anglosassoni - 23 Agosto 2013 alle 08:30

I "maledetti" Brian e Don

Il calcio è lo sport più seguito al mondo in quanto ogni persona, vivendolo con passione e sentimento, è pronta a dare tutta se stessa sia che giochi in una squadra, che la alleni oppure la tifi soltanto.

In Inghilterra, la patria del football, il calcio è vissuto in maniera davvero esasperata 24 ore su 24 senza tregua e ciò porta spesso le persone anche a discutere fortemente.

Molto spesso lo scontro verbale ha visto protagonisti molti allenatori, ma ve ne sono due che in maniera particolare hanno catturato un'attenzione su di loro davvero formidabile. Questi personaggi (che sono venuti a mancare) rispondono al nome di Brian Clough e Donald Revie.

Prima di parlare della loro faida, vissuta in maniera più esasperata da Brian Clough, è giusto conoscere prima entrambi i soggetti sopra citati.

Don Revie nasce il 10 Luglio del 1927 a Middlesbrough, è cresciuto in una famiglia relativamente povera tirata su solo dalle forze del padre, in quanto sua madre Margaret morì di cancro nel 1939 quando aveva 12 anni. Molte delle idee di Revie sul calcio si sono formati in giovane età, in particolare durante il periodo nella sua squadra locale Middlesbrough Rondoni, sotto la guida di coach Bill Sanderson. Ha imparato i rudimenti del gioco con un piccolo fagotto di stracci, nel piccolo cortile dietro casa sua, questo avrebbe influenzato il suo pensiero più tardi nella vita, sostenendo che i giocatori giovani dovrebbero imparare utilizzando palloni più piccoli, su campi più piccoli, in modo che sarebbe più facile acquisire tecnica nel controllo palla. La sua idea di calcio venne influenzata dall'allenatore Septimus Smith che loc allenò ai tempi del Leicester (1944). Disse a Don Revie testuali parole: “Mai battere un uomo col dribbling, se lo si può battere più facilmente con un passaggio, non è l'uomo sulla palla il vero pericolo, ma quello che potrebbe finalizzare”. Dopo essere stato capitano del Leicester, passò anche per Hull City e Manchester City. La vera fama Don Revie la raggiunse quando vesti la maglia del Leeds United e successivamente ve ne diventò l'allenatore per tredici anni. Da allenatore Revie costruì una vera e propria famiglia con molti giovani tra cui: Norman Hunter , Jimmy Greenhoff , Gary Sprake , Paul Reaney , Paul Madesimo , Billy Bremner , Eddie Gray , Terry Cooper , Peter Lorimer. Revie “modellò” giovani calciatori attraverso programmi di formazione impegnativi, facendo seguire loro diete. Nei primi anni gran parte l'attacco della squadra era basato tutto il sudafricano ala Albert Johanneson. Revie ha aggiunto, poi, alla sua squadra un campione come Johnny Giles, proveniente dal Manchester United e Bobby Collins dall'Everton.  Revie, inoltre, ereditò Jack Charlton e Billy Bremner dal gestore precedente, ed entrambi divennero capisaldi della squadra durante il “regno di Revie”. Nel 1966 a seguito di un grave infortunio a Collins, Bremner divenne il capitano del Leeds. Don riuscì a sviluppare un stretto rapporto di lavoro e di fiducia con il presidente Harry Reynolds, che era ansioso di far divenire il Leeds in una potenza calcistica.

I risultati di questa nuova famiglia si videro col tempo. Infatti il Leeds divenne una delle squadre più blasonate d'Inghilterra e sotto la lunga guida di Donald Revie conquistò due campionati, una FA Cup, una coppa di lega, una Charity Shield e due coppe delle fiere. Tutto molto bello, se lo si vede dal punto di vista dei Leeds. Perchè questa affermazione? Il Leeds di Revie, secondo molti, era noto per le loro scorrettezze sul campo, la loro violenza nei teackle, la loro facilità nel minacciare gli arbitri a brutto muso. Don veniva spesso accusato anche di corrompere gli avversari come nel caso di una partita del 1972 contro il Wolverhampton, nella quale, Revie e Billy Bremner (il capitano storico del Leeds) andarono da alcuni giocatori avversari cercando di corromperli al fine di vincere la partita tranquillamente ed aggiudicarsi il campionato. Un altro caso fu nella partita del 1962 quando il Leeds militava nella seconda divisione ed era in lotta per non retrocedere. In quella occasione Don Revie chiese all'allenatore del Bury di andarci piano sui calciatori del Leeds. Molto spesso il Leeds e Don Revie non venivano puniti, ma questa storia a qualcuno non andava proprio giù.

Questo “qualcuno” era il noto Brian Clough.

Brian Clough nasce anche lui (come Revie) a Middlesbrough il 21 marzo 1935 era il sesto di nove figli di una famiglia proprietaria di un negozio di dolci.

Clough ha giocato per Billingham Synthonia prima del suo servizio militare nella RAF tra il 1953 e il 1955. A seguito di questo, è diventato un attaccante prolifico per il club della sua città, il Middlesbrough, segnando 204 gol in 222 partite di campionato con il Boro, di cui 40 o più gol in quattro stagioni consecutive. Nel 1961 Clough passò al Sunderland e fece la bellezza di 63 gol in 74 partite. Purtroppo, per lui, la sua carriera da calciatore si interruppe a soli 29 anni a causa di un brutto infortunio ai legamenti.

Successivamente, nel 1965, divenne allenatore dell'Hartlepool e come collaboratore tecnico aveva il suo inseparabile amico Peter Taylor. Questa squadra non aveva molti soldi, ma per il mantenimento della società Brian andò in giro per i pub locali a raccogliere i soldi (una genialata a parer mio). Dopo la parentesi all'Hartepools andò, sempre con Peter Taylor, al Derby Country che si trovava in piena zona retrocessione in seconda visione. Mettendo il suo carisma ed il suo modo di giocare a calcio molto innovativo Brian Clough portò il Derby alla conquista della Seconda divisione nella stagione 1968-1969. Un anno prima avvenne il suo primo incontro con Don Revie. Successe che il Leeds (prima divisione) dovesse affrontare il Derby County in un turno della FA Cup. Brian era eccitato al punto che fece mettere apposto tutto il terreno del modesto stadio del Derby. La cosa che lo irritò fu quando al momento dell'arrivo allo stadio, da parte del Leeds, Don Revie non rivolse nemmeno uno sguardo ed una stretta di mano a Brian Clough. Il risultato della partita fu un netto 0-2 a favore del Leeds, ma a Clough bruciò molto per il comportamento scorretto sul campo dei calciatori del Leeds e del suo manager. La stagione successiva con l'acquisto dell'allora famoso McGovern conquistò la promozione (come già detto in precedenza) in prima divisione e nel 1971-1972 arrivò a vincere la massima serie inglese all'ultima giornata ai danni proprio del tanto Odiato Leeds.

Il periodo al Derby, però, finì male in quanto non vi erano più buoni rapporti con la società con la quale fece grandi cose. Dopo un breve periodo al Brighton Hove & Albion, che all'epoca si trovava nella terza divisione, venne ingaggiato dal tanto odiato Leeds United (1974) dato che Don Revie andò ad allenare la Nazionale inglese. La sua avventura durò solamente 44 giorni dato che i vari Bremner, Giles e Norman Hunter erano ancora attaccati al vecchio manager Don Revie. Brian non era visto per nulla bene dall'ambiente dello Yorkshire, sembrava che stesse li soltanto per fare un dispetto al rivale/collega Revie. Nel 1974, Clough e Don Revie, si ritrovarono in uno studio televisivo per una faccia a faccia in quanto la loro storia era diventata una questione non più personale ma Nazionale, non a caso vi era chi spalleggiava Clough nelle accuse a Revie e viceversa chi accusava Brian di essere una sorta di checca isterica. Alla fine dell'intervista, però, Brian Clough

disse una cosa che si rivelerà vera. Egli pronunciò testuali parole: “vedremo dove saremo tra un anno e poi tra cinque anni Don”. Su quel lasso di tempo Don Revie fallì completamente con la nazionale inglese e se ne andò a chiudere la carriera da allenatore negli Emirati Arabi, mentre Brian Clough, passato alla guida del Nottingham Forest che militava nelle serie minori, arrivò a vincere un campionato, quattro coppe di lega, una Charity Shield, due coppe dei campioni ed una supercoppa europea (cose dell'altro mondo per una squadra che per anni si trovò nei bassi fondi delle serie minori inglesi)

La faida tra questi due allenatori è una delle storie più belle del calcio d'oltremanica tanto che vi fu scritto un libro e fatto un film entrambi dal titolo “Il maledetto United”. Già maledetto perché è stata la società che ha dato vita, secondo i tabloid dell'epoca e non solo, alla rivalità calcistico-manageriale più bella di sempre dove vi era un calcio molto duro fatto di luci ed ombre dove vedeva protagonista Don Revie ed un calcio genuino fatto con passione e amore dove vedeva un Brian Clough che amava definirsi un romantico sognatore.

 

"Perché non esiste una squadra in tutta l'Inghilterra, non esiste una squadra in Europa, che non voglia battere Don Revie e il Leeds United. Neanche una. È il sogno di tutti, giocare contro Don Revie e il Leeds United e battere Don Revie e il Leeds United. Io non sogno altro, giocare contro Don Revie e il Leeds United e battere Don Revie e il Leeds United" (Cit. Brian Clough)

 

Damiano Gallagher