Attenzione!Il tuo browser non rispetta gli standard richiesti da www.sodaliziolazio.com.

È neccessario aggiornare il browser.

<< Indietro - Home - Il regista - 26 Febbraio 2014 alle 08:05

Sognare per migliorare

Scrivo due righe per raccontare una storia sentimentale e paradossale in sintonia con il periodo attuale.
Sono Poppy Sbardella, cresciuto sui gradini della vecchia Nord negli anni in cui la serie B era il nostro campionato di appartenenza.


Molteplici aneddoti e ricordi ci legano e ci fanno, tutt’oggi, stare insieme tra vecchi amici.
Io personalmente non venivo più allo stadio per via della gestione attuale ma, successivamente, grazie ad Antonio (Grinta), Giorgio (Acerbis) e Massimiliano (l'avvocato), a cui sono loro legato da un rapporto di stima ed amicizia, sono ritornato partecipando alle attività del Sodalizio, ritrovando tantissimi vecchi amici.
La  Lazio degli anni 80 era come se fosse "nostra". Dovevamo tutelarLa in trasferta, amarLa e stare a Lei vicini in ogni momento proteggendendoLa come un padre che protegge la propria figlia.


Eravamo pochi numericamente  ma l'orgoglio e la spavalderia di esser Laziali ci ha sempre contraddistinto in ogni luogo.


Sapevamo che le gestioni societarie erano "casarecce", ma vedevamo la buona fede e la passione per i nostri colori da parte dei nostri rappresentanti societari.


Mio padre, Antonio Sbardella, e' stato il direttore sportivo degli anni dello scudetto ed, unitamente e di concerto con il mister Maestrelli, costruirono lo squadrone del ‘74.


Papà ha sempre lavorato nella Lazio con l'obiettivo del classico dirigente ossia controllare i conti ma, nel contempo, migliorare le aspettative tecniche.


Infatti andò via subito dopo lo scudetto per divergenze programmatiche con il presidente Lenzini.
Nel 1982 viene chiamato nuovamente da Aldo Lenzini ed insieme riportano la squadra in serie A.
Sono gli anni in cui la Curva Nord e' un blocco di granito dove l'unico desiderio e' quello di "sognare" per tornare in seria A, con orgoglio e fierezza.


Ebbene accade che inizia a circolare la voce dell'arrivo di Giorgio Chinaglia che sembra voglia rilevare la Lazio. E' come se arrivasse uno "tsunami" tra i tifosi. Non si ragiona più, l'euforia prende il sopravvento, i sogni si materializzano. Io mi trovo in una posizione paradossale. Figlio del dirigente e nello stesso tempo Ultras della Lazio.


La curva prende posizione netta ed invita (eufemismo), con una contestazione sotto la sede di Via Col di Lana, la dirigenza (tra cui Papà) a lasciare la società a Giorgio.


Mio padre, scosso da tutto questo a livello personale, dopo un breve colloquio con i rappresentanti del tifo dell'epoca (tutt’oggi miei cari amici) a cui esterna le proprie perplessità ma, si badi bene, non sulla
persona e sulla generosità di Giorgio che, peraltro, già conosceva bene ma  bensì sulla solvibilità degli "americani", finanziatori di Giorgio, nonché sulla loro serietà.


Riunisce il consiglio direttivo della Società Sportiva Lazio e lo  invita a dare le dimissioni, chieste a gran voce dai tifosi. Il sogno del tifoso laziale, tra cui io stesso, si materializzò.


Papa' e' stato un dirigente di calcio che prevedeva quello che nel futuro si sarebbe realizzato. Con Giorgio, anzi, con gli "americani", ci prese in pieno e tornammo, purtroppo per noi tifosi, nella serie cadetta.
Ma il dirigente non spense il sogno del tifoso che voleva che accadesse e si realizzasse.
Veder migliorare la propria squadra, mantenere le promesse fatte, avvicinarsi al popolo Laziale, programmare un qualcosa e non andare a "braccio", costruire un percorso tecnico con il mister (come fece Papà con Tommaso) e non, viceversa, far trovare al mister giocatori che non servono tecnicamente.
Ma quando tutto questo non può accadere si può anche aprire l'orizzonte a chi può far di più per migliorare senza rimanere legati alla poltrona.


E' questo Sig. Lotito che gli chiedo da tifoso Laziale.


Non ci chiuda in un vicolo cieco senza luce, senza prospettiva, senza alba. Noi non siamo il Real Madrid che deve avere tutti fuoriclasse, siamo soltanto i "sognatori" della SS Lazio.


Mi faccia cortesemente sognare !!!!


Poppy Sbardella