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<< Indietro - Home - Calcio d'angolo - 25 Giugno 2014 alle 12:25

I Promessi Sposi in biancoceleste capitolo 9

Dopo la visita all’Avvocato Cortese, i ragazzi erano ancora più indecisi sul da farsi, le prospettive non erano buone da nessuna angolazione le si vedesse.

Le soluzioni al dilemma venivano via via accantonate dopo che si era stabilita la fattibilità.

Dobbiamo trovare un mecenate”, “No dobbiamo andare allo scontro con Don Lotrigo”, Lasciamolo solo”, tutte soluzioni che apparivano di difficile attuazione, specie se Don Lotrigo avesse continuato a servirsi del suo gregge di bravi conduttori.

Potremmo però andare dal monaco di Tiranza che pare abbia molta influenza su quel borioso di Don Lotrigo”.

“Certo è vero andiamo da lui e cerchiamo di farlo ragionare”. I ragazzi entusiasti di questa nuova prospettiva si prepararono al viaggio al fine di far ragionare il monaco.

Dopo un  lungo viaggio giunsero a Tiranza dove alloggiava il monaco, che era un uomo che in gioventù aveva cercato fortuna andato via dal suo paese e una volta approdato con il suo mezzo gonfiabile sulle terre italiche, si inventò come giocatore di palla avvelenata, un gioco che all’epoca dei fatti andava molto di moda, alcuni faciloni si fecero impressionare dalla prestanza fisica del ragazzotto e credettero fosse un buon giocatore ma alla lunga l’inganno venne fuori e si dimostrò per quello che era cioè una pippa.

Terminata ingloriosamente la sua carriera di giocatore si reinventò come monaco-consigliere dei potenti e con questo ruolo venne pure sotto le grazie di Don Lotrigo.

I ragazzi quindi si trovarono al cospetto di questo aitante monaco e cominciarono ad esprimere i loro legittimi rimproveri all’operato del suo datore di lavoro.

Il monaco imperturbabile con un italiano stentato ma abbastanza comprensibile cominciò dicendo: “Ma che volete cari ragazzi, vi lamentate di cose che non stanno ne in cielo ne in terra, Don Lotrigo sta facendo di tutto per la vostra amata, trovatemi qualcuno che abbia vinto più di lui, ha portato fior fior di campioni, ha una schiera di giovani di belle speranze e non sapete che questa estate stiamo impegnandoci per il progetto di portare 4 o 5 campioni che lotteranno per la vostra amata ? Per quanto riguarda la struttura dirigente c’è lui ci sono io, che serve di altro ? Qualcuno che ami al vostro stesso modo questi colori ? Forse non vi ricordate quel tale Ser Paoletto e di tanti che sono stati qui ? Orbene fate ammenda alla vostra dabbenaggine e sosteneteci”.

Dopo questo discorso i ragazzi sconfortati ripresero la via di casa osservati da dietro al finestra dal monaco che con un sogghigno disse tra sé e sé “ forse non sono stato un gran giocatore ma come millantatore sono un fenomeno”.

Il Bocca