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<< Indietro - Home - Cronache anglosassoni - 18 Luglio 2014 alle 07:36

Keano

Avevo aspettato abbastanza. L'ho colpito dannatamente forte. La palla era là (credo). Beccati questo stronzo. E non provare mai più a ghignarmi in faccia che sto simulando un infortunio.”

Questa è una delle più famose frasi che siano mai state dette nella Premier League. Queste parole, vennero dette da un calciatore molto famoso che ha fatto la storia del Manchester United e gli stinchi dei suoi avversari.

Roy Keane non breitling navitimer replica è stato un semplice capitano di uno dei club più importanti della storia del calcio mondiale, ma è stato anche l'idolo di intere generazioni di tifosi dello United.

Molti lo ricordano come un irascibile mediano, un attaccabrighe e talvolta un “Hooligans” ma Roy è sempre stato ben altro, semplicemente un capitano che per la sua squadra si dannava l'anima ed era pronto a prenderle e a darle se necessario.

Roy nasce da una famiglia proletaria nel Mayfield, sobborgo di Cork, il padre è un operaio che non riusciva mai ad avere un buon impiego lavorativo e di conseguenza la situazione era molto particolare in casa Keane. Tutta la famiglia, però, trovava svago e divertimento con lo sport, in particolare con il calcio. Roy, inizialmente, non era neppure tanto attratto dal calcio al punto che, all'età di nove anni, inizia a dare i primi pugni con i guantoni praticando la Noble Art. L'attività la svolgeva presso il Rockmount AFC. Col passare degli anni, inizia a dare calci ad un pallone e, proprio il Rockmount AFC,  scopre il gran talento che possiede il giovane irlandese. 

Con il passare degli, precisamente nei suoi 14 anni, Roy si trasferì al Cobh Ramblers che era una squadra semi-professionista irlandese sempre di Cork. Nonostante il suo gracile fisico Roy iniziò a farsi notare “prepotentemente” per il suo innato talento e forte agonismo che mostrava anche in semplici amichevoli. Arrivò al punto che veniva alternato tra la prima e la seconda squadra nonostante fosse solo un adolescente. La sua amata Irlanda, però, comincia a stargli stretta e l'ambizioso Roy spera che qualche club importante possa fargli fare il salto di qualità. Questa occasione si presenterà nella finale di FAI Youth Cup, del 1990, contro il Belvedere FC dove verrà selezionato dal Nottingham Forest di un certo Brian Clough. Viene ingaggiato per 47.000 sterline e portato in Inghilterra.

Inizialmente, a Nottingham, Roy è timoroso  (non si direbbe vista la carriera che lo aspetta) è ancora troppo legato a Cork, all'Irlanda e alla sua famiglia ma, all'epoca, il Nottingham Forest vantava una grande allenatore e uomo spogliatoio come Clough che sa sempre come rincuorarlo. Nell'Under 21 del Forest Keane fa vedere di che pasta è fatto sia in gare ufficiali che negli allenamenti. Il suo debutto ufficiale avvenne nel 1991 nella partita di campionato contro il Liverpool e la prestazione convinse Clough che lo promosse in prima squadra. Nello stesso anno arriverà anche il primo gol ai danni dello Sheffield United, e ben tre realizzazioni nella FA Cup.

Ormai Roy era diventato un “fiume in piena” ed inizò ad attirare attenzioni su di se da parte di tutta la Premier League. Il Blackburn di Kenny Dalglish, per esempio, provò a strapparlo al Forest ma il club di Nottingham non voleva saperne anche perché, ormai, era una pedina fondamentale per un Nottingham Forest sempre più propenso alla retrocessione. Nonostante la forte pressione del Blackburn Rovers, Keane avvertiva di voler cambiare aria e così venne contattato da un allenatore che stava costruendo una grande squadra. Il contatto arrivò da Sir Alex Ferguson che riuscì a portarlo a Manchester per la somma di 3.750,00 sterline che, negli anni 90, risultò uno dei più cari.

Ad Old Trafford, tuttavia, Roy Keane non aveva un posto assicurato nella mediana in quanto vi erano Robson e Paul Ince che erano dei punti fermi del centrocampo di Ferguson.

Keane durante la sua prima annata allo United, ebbe subito un battibecco con Hàlan che all'epoca giocava con Leeds.  Dopo un contrasto falloso da parte di Roy Keane, lo stesso si buttò a terra in quanto si ruppe il crociato, Hàland, però, si scaraventò su Roy gridandogli che era un simulatore ed un falso.

Con l'addio di Eric Cantona, Sir Alex non ha dubbi che la fascia di capitano debba andare al giocatore più determinate e ad un leader vero. Roy Keane.

Nella stagione 1998-99 il Manchester United di Roy Keane celebrerà una stagiona colma di successi con un treble importantissimo (campionato, coppa dei campioni, coppa d'Inghilterra). Capitan Keane non giocherà, purtroppo, la finale di Champions League contro il Bayern Monaco causa squalifica.

Passa il tempo e Keano, così lo chiamano per la sua grinta ed il suo essere leader, diventa punto fermo dello United dei grandi successi ma avverte come se debba ancora raggiungere qualcosa. Nella stagione 2000-2001 destino volle che il Manchester City acquistasse dal Leeds United Hàland e, sempre il destino, volle che in un incandescente derby del 2001 il calciatore norvegese dei Citizens capitasse in “zona Keano” e, non più il destino ma il capitano dei Red Devils, colpisse forte con in suoi tacchetti sulla gamba del calciatore che, quattro anni prima, lo accusò di infamia. Maxi squalifica, 5.000 sterline di multa più altre 150.000 sterline quando Keane ammise che fu tutto premeditato e doveva consumare l'offesa di quattro anni prima: “avevo aspettato abbastanza. L'ho colpito dannatamente forte. La palla era là (credo). Beccati questo stronzo. E non provare mai più a ghignarmi in faccia che sto simulando un infortunio.”

Gli anni passano e Keano continua sempre a guidare il Manchester United da vero leader correndo per tutto il perimetro di gioco e segnando, spesso, gol importanti. Avvolte, però, il centrocampista irlandese eccede in atteggiamenti non del tutto premianti come la gomitata a Jason MacAteer del Sunderland, in quell'occasione venne multato da Ferguson e tenuto fuori rosa per qualche giornata dallo stesso allenatore.

Durante gli anni 2000 Roy Keane si vide protagonista di una forte rivalità con l'allora capitano dell'Arsenal, Patrick Vieria.

Durante le battaglie, perché così vengono chiamate le partite tra Gunners e Red Devils in quegli anni, Keano e Vieria se ne dicono di tutti i colori e se ne danno di santa ragione talvolta anche qualche pugno è volato. Famoso il litigio nel sotto passaggio, nel 2005, dove Roy Keane difende il compagno di squadra Gary Neville la quale stava discutendo animatamente con, guarda caso, Patrick Vieira.

Anche a livello di nazionale Keane è stato un leader, in campo, ed una persona particolare fuori dal campo. Al mondiale di Corea e Giappone del 2002 ebbe una forte discussione con il CT irlandese che accusò il capitano del Manchester United di fingere un infortunio contro l'Iran (non è mai tirata buona aria tra i due)... Roy Keane rispose così ad un'intervista: “Mick, sei un bugiardo ... sei un coglione del cazzo io non ti ho classificherei come giocatore, io non ti classificherei come manager, non vali nulla anche  come una persona. Sei un coglione del cazzo e si può mettere la Coppa del Mondo su per il culo. L'unico motivo ho dei rapporti con te è che in qualche modo tu sei l'allenatore della mia nazionale! Per il resto puoi attaccarti su per i bollocks (testicoli) ". Mick McCarthy lo spedì a casa subito.

Quando nel 2006 darà l'addio al calcio tutto Old Trafford gli tributerà una standing ovation sensazionale, Roy è stato un leader, una persona che per i suoi compagni di squadra si dannava l'anima e picchiava forte se occorreva. Ora fa l'allenatore, prima Sunderland poi Ipswich Town successivamente come assistente per la sua nazionale, ma forse c'è un club che lo vedrebbe bene forse, non proprio in panchina, ma per lo meno in società. A Manchester attendono soltanto il leader torni.

Damiano Gallagher