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<< Indietro - Home - Il regista - 25 Agosto 2014 alle 08:11

Ciao Aldo cantautore Laziale

In una domenica di fine agosto ci ha lasciato Aldo Donati, autore dell’inno della SS Lazio più bello di tutti, tra i tanti che, nel corso degli anni, sono stati composti.

Ma ricordarlo solo per questo è riduttivo, Aldo Donati infatti è stato un cantautore e un autore di prima grandezza. Inizia la sua carriera di cantante negli Arciduchi, gruppo rock blues romano molto conosciuto nella Capitale. Fonda nell’anno del primo scudetto della SS Lazio la Schola Cantorum, il debutto del gruppo è infatti nel disco Francesco De Gregori, inciso dallo stesso cantautore romano nel 1974. Da qui parte una carriera costellata di tanti successi, nel loro stile dall’impronta beat con radici nella tradizione romana. Un connubio che ci regalerà tante belle canzoni.

Ma Aldo Donati è anche autore di canzoni memorabili, si rivolgono a lui dei grandissimi della canzone italiana, da Mina a Gianni Morandi.

Ma i tifosi della Lazio lo ricordano soprattutto per l’inno composto nel 1977: ” So già du ore”. Ricordo ancora quando lo mettevano allo stadio prima degli incontri casalinghi della SS Lazio, era qualcosa di nuovo, di potente, di mai sentito prima. La voce roca ed intonata era quella di un tifoso, si sentiva, si capiva.

Ma quelli erano anche gli anni in cui i tifosi Laziali, venivano spesso identificati come i burini da parte della stampa, dalla televisione e da qualche film che faceva l’occhiolino alla parte più “caciarona” della città. Aldo questo l’aveva capito e come tanti tifosi di curva a questo voleva ribellarsi. Questo negare la storia, questo voler rendere la parte più bella e nobile della storia calcistica cittadina una cosa non vera non gli piaceva, gli dava fastidio, come a tanti di noi.

Come a quelli che per primi misero lo stemma di Roma nei propri striscioni. Vi ricordate Ultras ’74 ?

I tifosi lo scrissero, lui lo scrisse e lo cantò :

Semo n'impasto, de forza e volontà

co tanto core, come nessuno c'ha

fermate monno, sotto ar cuppolone

rifatte l'occhi, stamo a gioca a pallone “ .

Sotto al cuppolone, per gridare a voce alta che la SS Lazio è patrimonio storico e affettivo della capitale d’Italia, che è la squadra nobile di Roma, quella di Piola, di Chinaglia, di Maestrelli, di Re Cecconi, di Gradella.

Grazie Aldo per quest’inno che continuiamo a cantare nelle nostre giornate allo stadio o persi nei nostri pensieri in auto o in metropolitana, ma grazie soprattutto per aver interpretato il nostro sentimento di rivalsa.

E’ del 1975 un grande successo della Schola Cantorum. “ Le tre campane” che descrive le tappe della vita di un uomo attraverso il suono delle campane: la nascita, il matrimonio  e la morte.

 "Un riposo tanto dolce non l’aveva avuto mai".

Ciao Aldo cantautore Laziale !

Giorgio Acerbis