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<< Indietro - Home - Moviola - 24 Settembre 2014 alle 13:35

I ricordi di un vecchio Lazio-Udinese

Mancano pochissimi giorni al Natale, tutti sono indaffarati alla ricerca degli ultimi regali. E’ una domenica degli anni ottanta, i negozi sono aperti e non mancano i soldi nelle tasche degli italiani. La città di Roma è in piena frenesia natalizia, il via vai di macchine in direzione centro è irrefrenabile.

E’ una tipica domenica invernale, piove e fa freddo. La città di Roma si è svegliata sotto un cielo plumbeo e non vuole smettere di piovere. A noi poco importa. Neppure ci pensiamo al Natale che è alle porte. C’è una classifica deficitaria ed una squadra da aiutare. Quella mattina ci siamo tutti svegliati presto.

La SS Lazio è penultima in classifica con otto punti a pari merito con il Pisa, dietro di lei, a soli due punti, c’è il Catania. Ma dobbiamo guardare avanti a noi, ad un punto ci sono Genoa ed Avellino. Vanno ripresi e superati, non ci sono alternative. I biancocelesti sono usciti sconfitti, nella giornata precedente, dallo stadio San Paolo di Napoli per 3-0. E’ stata una battaglia come sempre quando giochiamo nella città campana, il brasiliano Batista viene espulso dopo mezz’ora e Giordano si infortuna poco dopo. La sconfitta costa la panchina a Morrone.

Al suo posto arriva Paolo Carosi, “il barone” che aveva disputato dieci stagioni come calciatore con la casacca della SS Lazio e aveva vinto uno scudetto  da allenatore con la squadra primavera. Giorgio Chinaglia è convinto sia la persona giusta e avrà ragione.

Ma quel 18 dicembre del 1983 noi eravamo preoccupati, perché allo stadio Olimpico arrivava la forte Udinese, che poteva schierare Zico, Causio, Edinho e Virdis. La SS Lazio doveva vincere. Noi come sempre saremmo stati al suo fianco.

Arriviamo allo stadio molto tempo prima, troppa è l’attesa per questa gara, che potrebbe rilanciare una stagione che si preannuncia difficile. Piove, lo stadio non è coperto ma non importa, non ce ne accorgiamo neppure. Con i nostri giacconi dell’Adidas ( quello dell’Ellesse è diventato un ricordo, precursori come sempre) e uno zucchetto in testa non ce ne accorgiamo. In settimana molto si era parlato di Bruno Giordano, non sapevamo se avrebbe potuto scendere in campo, dopo l’infortunio subito a Napoli.

Si preparano le bandiere, si lanciano i cori. Il tempo sembra non volere passare mai. Intanto lo stadio si riempie sempre di più, le curve e la Tevere sono piene, di passione, di fede, di speranza. Siamo un tutt’uno. La SS Lazio è inferiore ai suoi avversari, lo sappiamo, ma tante volte i tifosi Laziali hanno sopperito a questo gap.

Entrano le formazioni, lo striscione Eagles’ Supporters con al suo fianco Ultras del ‘74 sez. Giorgio Chinaglia sono a bordo campo, il vecchio parterre non c’è già più. Piccoli segnali del calcio che sta già cambiando.

Bruno Giordano non è in campo, non ci voleva proprio oggi, ma ancora più motivati a fare la nostra parte. Siamo un tutt’uno !

I biancocelesti partono bene, al 19’ Zico commette fallo su Vinazzani, ci guardiamo stupiti. Ha dell’incredibile. Calcio di punizione, si incarica della battuta Vincenzo D’Amico, già veterano e bandiera. Una vita in biancoceleste, uno dei campioni d’Italia del 1974, il calciatore che ci salvò nei drammatici Lazio-Catanzaro e Lazio-Varese. Con passo sicuro si avvicina al pallone, lo stadio si ammutolisce, tiro a rientrare, rete !!! Brini è battuto. Lo stadio impazzisce. Bandiere, sciarpe e fumogeni al vento.

Passano pochi minuti, siamo al 36’ D’Amico, sempre lui, effettua un cross e Cupini con un tiro preciso raddoppia. Dalla curva si leva il coro : “ Angelo Cupini, oh oh oh”, non è un campione ma poco ci importa, gioca con ardore ed è quello che ci interessa. Saltiamo e ci abbracciamo ma la strada è ancora lunga, ogni volta che Zico tocca palla tratteniamo il fiato.

Poi al 41’ Podavini viene espulso, a distanza di tanti anni, ancora non neabbiamo capito il motivo. SS Lazio in dieci, l’arbitro fiorentino Menicucci che inizia con il suo protagonismo, la battaglia continua sempre più in salita.

Nella ripresa l’Udinese si fa sotto, la Nord è un vulcano ! Guardandoci si facevamo coraggio. I friulani per tre volte potrebbero accorciare le distanze, la SS Lazio pensa solo a difendersi. C’è poco altro da fare, ma lo fa con attenzione e grinta. Filisetti e Spinozzi sono due giganti. Al 78’ però Edinho con un tiro potente, riesce a accorciare le distanze. Lo stadio è una bolgia. I friulani tentano il tutto per tutto, la SS Lazio si difende con ordine. “ Forza Lazio, alè, forza Lazio, alè” . Il coro è incessante lo canta tutto lo stadio.

Scocca il novantesimo pensiamo che ormai ce l’abbiamo fatta, ma l’arbitro non vuole fischiare la fine dell’incontro. Rimessa laterale battuta da Edinho e Virdis pareggia.

Il mio amico di Monteverde ha le lacrime agli occhi, qualcuno cerca di entrare in campo. E’ un' ingiustizia. Giorgio Chinaglia lo vediamo mentre agita un ombrello, come fosse il più scatenato tra i tifosi.

Quella giornata cementerà ancora di più quella squadra, che a fine stagione, nonostante tutto riuscirà a salvarsi. Presidente, calciatori e tifosi sono una sola cosa, tutto era possibile !

Ben Sherman