Attenzione!Il tuo browser non rispetta gli standard richiesti da www.sodaliziolazio.com.

È neccessario aggiornare il browser.

<< Indietro - Home - Polisportiva S.S. Lazio - 07 Settembre 2015 alle 12:31

Ramos Collalti: una Laziale alla SS Lazio

Un'intervista fatta a Ramos, che fa capire il suo amore per i nostri colori.

Scegliere di tifare la SS Lazio è spesso una scelta controcorrente, come nasce la tua passione per questi colori?

Scegliere di tifare Lazio, hai ragione, è una scelta controcorrente, forse è questo che ci distingue da tutti. Ho scelto di tifare Lazio da piccolina, mio padre aveva un club e sulla parete della camera dove venivano trasmesse le partite c'era questo Stemma, è nato tutto lì sicuramente, e come recita lo striscione del Sodalizio-Veterani è il caso di dire … (di padre in figlia).

 

La storia della SS Lazio è fatta di grandi vittorie seguite da cadute impreviste, ma forse proprio questo ci rende unici, che ne pensi?

Sicuramente col passare degli anni ho imparato ad amare la Lazio in tutte le sue forme. Ho capito ben presto che non sempre tutto sarebbe stato facile, ma essere Laziali è qualcosa che hai dentro, non puoi spiegare a una persona cosa significhi. Ci nasci e ci muori con la Lazio dentro. Se sei Laziale non avrai mai paura di cadere perché da buon Laziale sai che ti rialzerai sempre e a testa alta!

 

Quale è stata la partita della SS Lazio che ti ha dato maggiori emozioni?

La partita che mi ha dato maggiore emozioni sicuramente è quella del 26 Maggio, quella giornata l'ho vissuta abbastanza male, come vivo in genere tutti i derby. Fortunatamente è andate bene, se c'e' una data che mi tatuerei sicuramente è quella, insieme a quella del 14 maggio 2000, due giornate così indimenticabili.

 

… e quella che ti ha dato la delusione più cocente ?

La delusione più cocente sicuramente la finale di Coppa Uefa del 1997/98 a Parigi contro l'Inter, ma anche lo scudetto perso nella stagione 1998/99, non l'ho digerito molto bene!

 

La trasferta che non potrai mai dimenticare?

Di trasferte non ne ho fatte molte, purtroppo, non ne ho mai avuto la possibilità, ma sicuramente se devo pensare ad una trasferta della Lazio che non dimenticherò mai è la finale di Supercoppa del 1999 vinta contro il Manchester United campione d'Europa.

 

Quelli della nostra generazione sono cresciuti con il mito di Giorgio Chinaglia, un guerriero in campo, qual’ è stato il calciatore che ha incarnato il tuo ideale biancoceleste?

Per quanto riguarda il giocatore che ha incarnato la mia lazialità, potrei citarne tanti come Chinaglia (simbolo della Lazialità vera). Ma quello che più mi ha trasmesso è sicuramente Alessandro Nesta. Non dimenticherò mai quello che era Alessandro Nesta con quella maglia e non ti nego che quando lo hanno ceduto ho pianto non poco. Avevo solo 12 anni e mi avevano venduto l'idolo. Il più forte, il mio Capitano.

 

La tua formazione ideale della SS Lazio ?

Peruzzi, Mihajlovic, Nesta, De Vrij, Kolarov, Simeone, Veron, Almeyda, Chinaglia, Vieri e Klose ... (e ne ho lasciati molti fuori molto forti) come Salas e Crespo sicuramente.

 

L’allenatore?

Sicuramente Sven Goran Erikson!

 

Il presidente?

Cragnotti !  Avrà fatto i suoi errori ma sicuramente ha reso la Lazio grande.

 

In che settore vedi le partite allo stadio ?

Il settore dove vedo le partite è la Curva Nord ... lì mi sento a casa !ed entrarci ogni volta mi mette i brividi!

 

Qual è il coro dello stadio che ti piace di più e che magari canti anche quando sei altrove?

Non c'e' un coro che amo di più. Ma sicuramente ( So già du’ ore ) è quello che mi da più brividi. Per quanto riguarda gli altri li ho tutti sull' i pod e mi piace ascoltarli. Lo faccio spesso.

 

La bandiera che sventola allo stadio che ti piace di più?

La bandiera che allo stadio mi piace di più, anzi che più ho in mente perché tutte sono belle, è quella della Sora Lella. Mi fa pensare ad una frase delle sue: “ IO SO' DELLA LAZIO, PERCHE' QUANDO ERO PICCOLA, A ROMA C'ERA SOLO QUELLA “ ... è un pò come ricordare a tutti che siamo noi i primi della Capitale.

 

Hai anche tu la tua sciarpa biancoceleste da cui non ti separi mai?

Si ho anche io una sciarpa da cui non mi separo mai. Ormai è come un porta fortuna. Non potrei mai cambiarla per nessuno motivo al mondo.

 

Arrivi alla SS Lazio C5 femminile, un giorno mi avevi detto che era il sogno della tua vita, le tue sensazioni in questi giorni?

Arrivare alla Lazio per me è un sogno che si realizza. Da bambina sognavo di giocare a calcio dove abito io non c'erano squadre femminili, ero costretta a giocare con i ragazzi se volevo farlo. Nel mio paese vedere una ragazzina giocare a calcio era vista come un'anormalità, ma con certe passioni ci nasci per questo ho sempre sperato di poter giocare un giorno in un campionato vero. Crescendo ho capito che finalmente tutto ciò poteva diventare realtà ... Arrivare alla Lazio ora pensando a quello che avevo da bambina (praticamente solo un pallone e tanti sogni) è un sogno vero. Poi è la squadra che amo da sempre, non ci credo ancora!

le sensazioni son troppe, so solo che non vedo l'ora di cominciare a combattere con quella maglia addosso ... avrei tante persone da ringraziare per aver reso reale questo sogno, sicuramente mio padre che mi è sempre stato vicino specie nel periodo dell'infortunio al crociato dove ho pensato veramente di voler smettere ... poi le mie ex compagne di squadra, con loro quest'anno ho passato un anno fantastico nonostante le tante difficoltà ho capito veramente il senso della parola “gruppo”. Auguro a tutte di fare un buon campionato! Il Mister Eugenio Boranga grande persona e grande Mister (misterissimo). Vorrei ringraziare tutta la SS lazio Calcio a 5 femminile, il Mister Lelli e tutti gli altri per avermi dato questa grande possibilità. Infine ringrazio voi tifosi per l'affetto che mi avete dato e mi state dando. Spero di ripagarvi presto e sul campo!

 

Noi saremo al tuo fianco, in bocca al lupo …

Crepi il Lupo ( sempre )!

................

Nella foto Ramos e Marcella Violi