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<< Indietro - Home - Calcio che passione - 31 Marzo 2016 alle 13:30

Whitewell Reds

North Belfast e il Clfitonville ti arrivano addosso come una zaffata fetida di birra scadente. Qui come in pochi altri luoghi della città la parola troubles risulta davvero un eufemismo. Non a caso la zona è conosciuta anche come Death Fields per i tanti, troppi decessi verificatesi in 40 anni di guerra civile, che poi, come cantava il gruppo punk degli Still Little Fingers, cosa ci sia di civile in una guerra non lo sapremo mai. Del resto, seppur in questo caso trattasi di curiosità angusta, appare complesso pure comprendere il motivo per cui molte persone che non hanno avuto in vita loro il minimo desiderio di calciare un pallone, siano così devote da tempi non sospetti, a una squadra ritornata in auge solo di recente, e che vanno a veder giocare ogni settimana o quasi, al Solitude.

Sì, Solitude, solitudine, letteralmente tradotto. E’ questo il nome del piccolo impianto del Cliftonville Football Club, dove nel 1890 si è battuto il primo calcio di rigore ufficiale della storia del calcio.

Il Cliftonville detiene anche il primato di essere il più antico di tutti i sodalizi sportivi delle sei Contee dell’Ulster, una squadra nata nell’ufficio di un ricco imprenditore di Rosemary Street, le cui giacche in tweed pare fossero le migliori di tutta Belfast: John McAlery.

Nel settembre del 1879 l’impresario fece stampare accalorati annunci sulle pagine del Belfast News Letter e del Northern Whig, chiedendo a quanti più possibile di aderire alla sua iniziativa, volta a fondare una squadra in città.

Ebbene, una settimana dopo, con la denominazione di Cliftonville Cricket Club Off Park Avenue, il gruppo presieduto da McAlery sfidò una selezione di un team di rugby perdendo per 2-1. Sconfitta irrisoria tutto sommato, se si considera la batosta nella partita successiva, patita contro gli scozzesi del Caledonians, che si imposero con un umiliante 9-1.

Il progetto Cliftonville tuttavia, non si perse d’animo, anzi ci sarebbe da annotare un’altra ghiotta curiosità, e cioè che al Solitude nel 1891, si giocò quella che a tutti gli effetti, risulta il primo empirico tentativo di giocare un incontro sotto la luce elettrica. Accadde, raccontano le cronache, alle otto di sera, e gli ospiti del Distillery vinsero 4-2, ma a quanto pare il pubblico dell’epoca, ancora molto scettico, per non dire sprezzante sulle nuove trovate tecnologiche, si lamentò della difficoltà di seguire le azioni, e l’audace esperienza notturna ebbe termine.

Cliftonville è un enclave dell’Irlanda libera a Belfast. Segni della croce e manoscritti repubblicani in tasca, camminando nel solito terreno minato di religione e politica. Terreno maledettamente pieno di insidie, dove l’errore o la valutazione sbagliata sono sempre in agguato. Nel 1991 l’IRA rivendicò la matrice di una bomba scoppiata in città, e quelli del Linfield lanciarono una granata contro il gruppo dei Cliftonville Casuals. Ma non lo faranno in occasione di una partita, lo faranno per strada, perché sarà soltanto sabato 21 novembre 1998, in un Cliftonville-Linfield terminato 1-1, che dopo 28 anni, le due squadre tornarono ad affrontarsi sul campo.

L’ultima volta era stato nel 1970, e la partita fu il detonatore di violentissimi scontri. Qualcuno evidentemente stufo, disse basta, perché il vaso della discordia era davvero colmo.

Il trifoglio listato di rosso, dove rosso fa rima con rivendicazione sociale, è stato campione dell’Irlanda del Nord per due anni consecutivi. Due successi datati 2013 e 2014, griffati in special modo dalla coppia d’attacco, formata da Joe Gormley e Liam Boyce.

Due successi da affiancare agli altri titoli in bacheca, conquistati oltre cento anni addietro, e a quella benedetta coppa nazionale che sfugge dal 28 aprile 1979. Quel pomeriggio a Windsor Park, il Cliftonville vestito in gialloblu, e guidato in panchina da Jackie Hutton, tornò finalmente sui titoli dei giornali per una vittoria, e non a causa d’incidenti, battendo il Portadown 3-2.

Reti di John Platt, Mike Adair e Tony Bell.

Walk On.

Simone Galeotti