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<< Indietro - Home - Moviola - 23 Ottobre 2016 alle 10:19

Vincenzo D'Amico e un vecchio gemellaggio

Un vecchio amico granata ci ha spedito ieri questo ritaglio antico. Un frammento di passato che ci riporta agli anni settanta quando tra i tifosi biancocelesti e quelli granata esisteva un gemellaggio.

La prima partita che vidi a Torino fu una gara dei granata del Toro contro la Pistoiese, era il 1980 andammo perché era la prima volta che Vincenzo D’Amico, il “nostro” Vincenzino scendeva in campo con la maglia del Toro. Insomma ci sembrò doveroso andarlo a salutare.

D’Amico per quelli della nostra generazione, dopo la partenza di Giorgio Chinaglia, fu più di una bandiera, fu più di un simbolo. Lui era stato capace, quasi da solo, di salvare una Lazio, falcidiata dalla sfortuna e dal calcio scommesse, composta da tanti ragazzini alle primi armi, dalla retrocessione sul campo. La prese per mano come se fosse un padre affettuoso, le diede fiducia e compì un qualcosa che aveva quasi del miracoloso.

D’Amico era il nostro capitano, fascia rossa sulla maglia biancoceleste, era colui su cui sapevamo di poter contare. D’Amico lo vedevi entrare in campo con quell’aria scanzonata da eterno ragazzo, ma bastava che la palla venisse calciata per la prima volta che diventava peggio di noi, un tifoso Ultras in campo, uno che non si tirava indietro, uno che per la Lazio avrebbe fatto di tutto!

Come poi puntualmente accadde anche negli anni a venire.

Quel giorno a Torino vedemmo da vicino lo striscione Ultras Granata con il famoso teschio, quello dei Leoni della Maratona e dei Fedelissimi. Guardammo la partita insieme a quei tifosi, molti dei quali sarebbero diventati amici di una vita e cantammo il nome di Vincenzo insieme ai granata.

Da allora tanta acqua è passata, Vincenzo D’Amico l’anno dopo tornò nell’Urbe e fu decisivo in tante vittorie, salvezze e in quel pareggio per 2-2 in un derby che solo a pensarci sembra sia stato giocato ieri, il gemellaggio con i granata non esiste più, ma restano i ricordi, le sensazioni, le amicizie che ancora oggi ti fanno battere forte il cuore come quando rivedi Vincenzo D’Amico giocare ancora a calcio, o ti capita di rincontrare un vecchio amico di quegli anni gloriosi.

Giorgio Acerbis