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<< Indietro - Home - Calcio che passione - 25 Ottobre 2016 alle 12:09

La Umbro e la partita del secolo

La Umbro, ad inizio degli anni sessanta, era già un marchio riconosciuto nel calcio inglese, molte delle migliori squadre britanniche sfoggiavano il famoso rombo sulle loro casacche.

Nell’ottobre del 1963 la casa di abbigliamento sportivo britannica, fiutò l’occasione per diventare, se possibile, ancora più famosa in patria e cercare di trovare maggiori estimatori anche all’estero.

Tutto accade grazie ad una partita, anzi, alla “partita del secolo” come venne definita in quei giorni di autunno di inizio anni sessanta da giornalisti, sportivi ed addetti ai lavori. Coloro che curavano il marchio Umbro appena vennero a conoscenza della partita che la Nazionale inglese avrebbe giocato contro la rappresentativa del Resto del Mondo, pensarono, a ragion veduta, che entrambe le compagini dovevano indossare le loro maglie.

Operazione che riuscì con successo infatti quel giorno, come potete leggere nel manifesto pubblicitario creato per l’occasione in alto a sinistra, anche il … “Resto del Mondo stava indossando Umbro!”.

Il 23 ottobre 1963 allo stadio di Wembley, l'Inghilterra giocò contro il 'Resto del Mondo' una  squadra selezionata dalla FIFA per celebrare il centenario della nascita della Football Association.

Inutile dire che fu un evento epocale, tanti erano i campioni quel giorno in campo: con la maglia con i tre leoni scesero sul rettangolo verde: Gordon Banks (Leicester City); Jimmy Armfield (Blackpool); Ray Wilson (Huddersfield Town); Gordon Milne (Liverpool); Maurice Norman (Spurs); Bobby Moore (West Ham); Terry Paine (Southampton); Jimmy Greaves (Spurs); Bobby Smith (Spurs); George Eastham (Arsenal); Bobby Charlton (Man Utd), mentre con il Resto del Mondo il meglio del calcio, tranne Pelé che dovette rimanere a casa perché infortunato, era presente: Lev Yashin (Urss); Djalma Santos (Brasile); Karl-Heinz Schnellinger (Germania Ovest); Svatopluk Pluskal (Cecoslovacchia); Jan Popluhar (Cecoslovacchia); Josef Masopust (Cecoslovacchia); Raymond Kopa (Francia); Dennis Law (Scozia); Alfredo di Stefano (Spagna); Eusebio (Portogallo); Francisco Gento (Spagna). In panchina sedevano, tra gli altri, Uwe Seeler (Germania Ovest) e Ferenc Puskas (Ungheria).

La squadra del Resto del mondo si incontrò a Londra qualche giorno prima della partita, giusto il tempo per le sessioni di allenamento e per prendere confidenza con in campo. Denis Law, lo scozzese ricordando quei giorni disse: “Fu un onore essere al fianco di alcuni dei migliori calciatori che siano mai esistiti, compreso il mio eroe di tutti i tempi: Alfredo di Stefano, fu un onore assolutamente inimmaginabile. C'è un vecchio detto che dice che non si dovrebbero mai incontrare i proprio eroi, ma chi ha espresso questo concetto ovviamente … ha mai incontrato Alfredo di Stefano!”.

Quel giorno sulle gradinate vi erano 100.000 spettatori e la gara fu arbitrata da uno scozzese.

Il primo tempo finì a reti inviolate, ma non mancarono le emozioni. Jimmy Greaves, seminò un paio di avversari poi calciò in rete, ma l'arbitro aveva fischiato prima …  per un fallo .. a favore dell'Inghilterra.

Il primo gol arrivò al 70', grazie a Terry Paine che al centro dell’area di rigore avversaria, raccolse un passaggio di Greaves e di sinistro batté il portiere del Resto del Mondo. A sette minuti dalla fine, Denis Law, lo scozzese, combinando brillantemente con Di Stefano e Puskas, superò di destro Gordon Banks realizzando la rete dell’1-1 e ammutolendo i tanti tifosi inglesi.

L’Inghilterra si lanciò a testa bassa all’attacco, al novantesimo riuscì a realizzare la rete della vittoria grazie a Greaves che aveva ribadito in rete una respinta del portiere avversario.

L’Inghilterra aveva vinto la partita del secolo e la Umbro … divenne famosa in tutto il mondo!

Giorgio Acerbis