Attenzione!Il tuo browser non rispetta gli standard richiesti da www.sodaliziolazio.com.

È neccessario aggiornare il browser.

<< Indietro - Home - Calcio d'angolo - 27 Novembre 2016 alle 12:25

Il saluto della Kop a Gerrard

Gerrard, nato Reds nel sobborgo popolare di Huyton, una volta disse: “Io gioco per Jon-Paul”. Jon-Paul era suo cugino, era uno dei 96 corpi morti schiacciati nel disastro dell’Hillsbourough. Una triste storia.

Dopo una settimana passata pensando al pomeriggio di sabato, al momento di dire addio alla nostra bandiera in campo. Di solito il mio viaggio verso Anfield, da anni,  è pieno di eccitazione e di attesa per quelle ore da passare con gli amici di una vita, con chi mi ha accompagnato fedelmente nel corso degli anni. E sono stati tanti gli anni.

Ma pensavo che sarebbe stata anche l’ultima volta che avrei visto Steven Gerrard giocare. Un giocatore che adora il club e la gente per cui gioca, un ragazzo di qui con la fede per il Liverpool Football Club che fa parte di lui. Come noi, lì nella Kop.

Di solito arrivo allo stadio un’ora prima del calcio d'inizio, prima faccio la solita lenta passeggiata lungo Anfield Road e intorno alla Kop, il mio mondo! Sabato, fuori tante erano le immagini, le sciarpe, le bandiere di Gerrard, ma era ancora niente rispetto a quello che avrei visto pochi minuti dopo. Passo attraverso il tornello, poi su per le scale fino al mio posto, dove ho trovato la carta per il mosaico da costruire dedicato al nostro capitano. Con i miei amici abbiamo iniziato a parlare dei momenti indimenticabili legati a lui: l’Olympiakos e l'Everton e Istanbul e innumerevoli altri. Difficile menzionarli tutti. Intanto, la Kop cominciò a riempirsi di un numero impressionante di bandiere e stendardi.

Quando Gerrard è entrato in campo, per me è stato difficile scorgerlo tra le migliaia di braccia che tenevano il meraviglioso mosaico "S8G", ma anche se ho faticato a vedere il suo ingresso con i miei occhi, ho capito del suo arrivo dal ruggito, capace di far rizzare i capelli, della Kop. Appena Gerrard è venuto sotto di noi, è partito il nostro inno intonato da tutti i tifosi stravolti dall'emozione.

Quando la partita era in corso, la Kop ha cantato il repertorio di canzoni dedicate a Gerrard "Steven Gerrard è il nostro capitano" ha tuonato dalla curva incessantemente durante i minuti di gioco. E’ stato il nostro modo di rendere omaggio allo Scouser ed ai suoi anni passati con la maglia dei Reds, eravamo 44.600 tifosi che gli hanno tributato un commosso saluto.

A fine partita tutto il pubblico di Anfield è rimasto per salutare, cantando: "c'è solo uno Steven Gerrard" il suo eroe mentre faceva il giro d'onore. Gerrard resterà per sempre quello che disse: “You’ll never walk Non è un inno. E’ molto di più. E’ un patto tra la gente”.

Bill 5 times