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<< Indietro - Home - Fuorigioco - 20 Aprile 2017 alle 13:03

Un disco ed un concerto per gli Statuto

Ben 25 anni fa mi imbattei in una cassetta che conteneva, su di un lato, i Garbage (che ignorai totalmente) e su l’altro gli Statuto con il loro album dal titolo “Zighidà” che iniziai ad ascoltare con molto interesse. Era un suono nuovo, sapevo poco del modernismo a quei tempi e quel poco che conoscevo lo avevo appreso sulle pagine della rivista Supertifo, insomma non molto!. Ascoltando quella vecchia cassetta, subito fu evidente che le sue canzoni erano una delle più bella dell’altra: “Piazza Statuto” dedicata al ritrovo mods torinese, “Ragazzo Ultrà” omaggio ai ragazzi delle curve, primi nel nostro paese a “sdoganare” un argomento sempre trattato con sufficienza e spesso con acredine, l’ironica “Abbiamo vinto il festival di Sanremo” che vide gli statuto presenti proprio sul palco ligure e “Qui non c’è il mare” dedicata alla loro amata città.

Quello fu davvero un album capolavoro, a detta degli Statuto stessi, ma anche di tanti appassionati di musica Mod che avevano iniziato ad ascoltare questo genere musicale sull’onda del film Quadrophenia, iniziando dai The Who, passando per i The Jam, i Lambrettas ed i Secret Affair. Quel disco fu il “Best of” dei primi anni di questa longeva band che è attiva dal lontano 1982; erano gli anni, per dare una dimensione temporale, in cui il movimento modernista tornava in auge anche qui in Italia. Erano gli anni in cui a Piazza Capranica a Roma e a Piazza Statuto, giusto per fare due italici esempi, vedevi girare ragazzi con i capelli corti, l’eschimo verde e le Clarks ai piedi. Posteggiate in un angolo delle Vespe ricche di fanali e di adesivi che ricordavano lo stemma della Royal Air Force.

Ma non era solo moda, come qualcuno ha pensato dopo uno sguardo superficiale, anzi era ed è una filosofia di vita, riassumibile in “un'aforisma per affrontare con stile e al meglio le situazioni difficili”. Come viene scritto sulla copertina dell’album Quadrophenia. Una frase che ha accompagnato tanti di noi in questi lunghi anni difficili.

Ma torniamo a Zighidà che tra pochi giorni compierà gli anni: ben 25 dalla data di pubblicazione, non a caso quindi gli Statuto hanno ben pensato di masterizzarlo rendendo il suo suono più attuale, un album che per vecchi e nuovi fans non può e non deve mancare nella propria discografia: oltre al nuovo sound “Zighidà 25” conterrà tante chicche come le vecchie locandine e delle foto rare dei loro anni gloriosi.

 “Zighidà 25” contiene anche tre bonus track, tra cui il nuovo singolo: “Noi duri”; “Abbiamo vinto il festival di Sanremo” (con la partecipazione del tenore Romano Doria); “Qui non c'è il mare” (feat Caparezza). Su quest’ultima collaborazione, sorge qualche dubbio, ma prima di giudicare vogliamo ascoltare il brano.

Al nuovo disco degli statuto seguirà un tour che partirà ad aprile lo:  “ZIGHIDÀ 25 TOUR”, con cui la band porterà le sue sonorità in tutta Italia.

Tante le città dove andranno a suonare, ma quella che più ci interessa (abitando nell’Urbe”) è quella del 12 maggio qui a Roma; superfluo anche ricordare la canzone (l’abbiamo trasmessa tantissime volte a Radio Sodalizio) dedicata a Gabriele Sandri.

Il cielo è azzurro sopra noi, è già domenica, le ali spiegherai
E ovunque tu sarai un aquilotto in volo sempre più in alto s’alzerà, s’alzerà”.

Quella di maggio sarà quindi un’occasione importante per andarli a vedere e goderci quello che sarà un concerto tirato ed in pieno stile modernista. Incuranti del tempo che va…

"Io non ho la mia età,
non m'importa del tempo che va,
sulla strada si vive così,
puoi morire ma non invecchiare"

Gli Statuto hanno la musica nel sangue e difficilmente deludono le aspettative e poi da sempre, in questo periodo di crisi economica nascosta e sottaciuta, gli album e i loro concerti sono molto economici.

Gianluca Dileo e Giorgio Acerbis