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<< Indietro - Home - Calcio che passione - 28 Agosto 2017 alle 19:51

I drakkar vichinghi... del calcio

E’ la squadra più antica e più titolata d’Islanda. A portare il pallone tra i sibili dei geyser, i rombi dei vulcani e i brontolii delle caldere fumanti, era stato un signore scozzese di nome Frank McGregor. A lui si deve la fondazione del Knattspyrnufélag Reykjavíkur, più facilmente pronunciabile come KR Reykjavik, datata 16 febbraio 1899. Tuttavia i suoi membri hanno dovuto contare i ghiaccioli sul tetto degli spogliatoi del campo di Melavöllur fino alla primavera del 1912 quando finalmente si riuscì a disputare il primo campionato ufficiale di calcio dell’isola. Agli inizi del ‘900 il club aveva adottato una maglia a strisce verticali bianconere in tributo a una delle squadre maggiormente in voga nel periodo ossia il Newcastle United. Fra i tanti campionati vinti dal KR c’è quello del 1964 che portò gli undici allenati da Karl Guðmundsson a esordire nella massima competizione europea. Il sorteggio non andò benissimo perché al KR toccò subito il Liverpool che si fece un allegra scorpacciata di goal fra andata e ritorno superando agevolmente il turno. Unica soddisfazione fu la rete segnata a Anfield da Gunnar Felixson. Dopo quel match si aprì un autentico, inusuale, calvario che vide il club finire anche nelle sacche (gelate) della sere B locale. Nel 1999 (la stagione del centenario) a conclusione di 31 anni di delusioni e di titoli sfuggiti all'ultima giornata, il KR si risollevò tornando a vincere campionato e coppa nazionale con una squadra tutta composta da gente con il “son” finale ad eccezione dello scozzesino David Winnie. L’ onomastica islandese prevede infatti la cosiddetta "patronimia", vale a dire che nel nome del figlio si deve riflettere quello del padre e non il cognome storico della famiglia. Attualmente allo stadio "Völlur" la presenza media fa registrare una frequenza di 1860 spettatori a partita ma se consideriamo i 2800 posti totali dell’impianto e l’annata non eccelsa (ad eccezione di qualche bel centro di Óskar Örn Hauksson) possiamo comunque ritenerlo un numero soddisfacente, d’altra parte i "drakkar" vichinghi intimorivano le coste del continente con molti meno uomini a bordo.
Simone Galeotti