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<< Indietro - Home - Moviola - 22 Settembre 2017 alle 09:00

Bob Lovati una vita alla S.S. Lazio

Partiamo dalla fine: con la morte di Bob Lovati un pezzo di storia biancoceleste è venuta a mancare… volata in cielo, magari, accompagnata nel suo viaggio da un’aquila, quel simbolo che lui ha sempre amato.

Bob Lovati… un gentleman ed una leggenda del calcio, una vita nella S.S. Lazio, una vita in biancoceleste, Laziale per sempre. Così viene descritto dai tifosi biancocelesti che non possono dimenticarlo. Ed hanno ragione! Lovati incarnava, dentro e fuori dal campo, lo stile biancoceleste, inoltre è stato inoltre il portiere del primo trofeo, la Coppa Italia del 1958. Pensate, iniziò a giocare nella S.S. Lazio quando le immagini erano ancora in bianconero ed era ancora della S.S. Lazio quando le immagini da bianconere diventarono, inesorabilmente, a colori. Tutto cambiava, lui no… rimaneva fedele al suo stile al suo modo di essere profondamente laziale!

Tra i pali una sicurezza, bravo nelle uscite,  metteva mani e testa dove gli altri avevano paura solo di mettere le gambe, tuffi plastici e colpi di reni sempre a difesa della porta della squadra più vecchia della capitale onorandola con il suo modo di essere dentro e fuori dal campo.

In quegli anni le divise erano cucite a mano e gli interpreti erano ragazzi come tutti per questo amati dal popolo.  Bravo a neutralizzare i tiri dagli undici metri con forza bravura e coraggio si tuffava e quando le braccia non erano sufficienti ci pensavano i piedi mentre la folla, a ogni rigore parato, esultava come se la S.S. Lazio avesse segnato!

Bob Lovati, a distanza di anni, resta uno dei protagonisti assoluti della storia centenaria della società biancoceleste. Infatti riassumendo possiamo tranquillamente dite che: “Si scrive lovati si legge lazio”.

Gianluca Dileo