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<< Indietro - Home - Fuorigioco - 12 Ottobre 2017 alle 20:55

Letteratura, cinema, tifo e calcio: connubio possibile

Da quasi un ventennio si è fatta strada la nuova narrativa d’oltremanica, narrativa che il più delle volte narra vicende legate alla terra natale dei vari scrittori come Nick Hornby, Irvine Welsh, John King e Roddy doyle; tutti hanno trattato tra le varie tematiche dei loro innumerevoli libri: calcistiche o di tifo appassionato e hooliganismo. Hornby, ad esempio, con il suo “Febbre a 90”  ha trattato la sua passione per l’Arsenal e il suo autobiografico libro poi come spesso è avvenuto anche per gli altri scrittori ha avuto un seguito cinematografico infatti il film è stato un altro grande successo interpretato magnificamente da Colin Firth. Hornby ha ritrattato la passione calcistica con il libro “Il tuo anno preferito” in cui molti tra scrittori e giornalisti hanno avuto modo di scrivere alcune pagine sulla propria squadra del cuore , qui Doyle riprese la bellissima stagione che vide l’Irlanda impegnata ai mondiali di Italia ‘90 quando arrivò fino ai quarti di finale eliminata dai padroni di casa. Dicevo ha ripreso perché i mondiali degli anni ‘90 Roddy Doyle li aveva già toccati con il suo romanzo “The van” in cui due amici durante i mondiali essendo disoccupati presero un furgoncino e iniziarono a vendere fish and chips seguendo le sorti della propria Nazionale dalla terra natia. Romanzo bello da leggere assolutamente da qui fu estratto lo slogan “fuck Schillaci”  autore del goal che eliminò l’Irlanda dai mondiali e non è raro vedere ancora tifosi irlandesi con su sopra le t-shirt quello slogan.

Anche Welsh nei suoi romanzi fa spesso riferimento al calcio come in Ecstasy , in Tolleranza zero , Colla e Trainspotting i personaggi tifano Hibernian come d’altronte lo stesso Irvine Welsh . Chi tratta in modo perfetto il fenomeno inglese degli hooligans è certamente John King che con la sua trilogia sugli Headhunters del Chelsea spopola tra gli amanti del genere e dal primo libro “Fedeli alla tribù”  Nick Love trae una bella trama per il suo film “Football factory”con un Danny Dyier veramente in forma. Danny Dyier vale la pena conoscerlo o approfondirlo con “Mean machine” altro bel film che vede protagonista anche l’ex calciatore Vinnie Jones un duro come pochi in campo e con il film “The business” che con il calcio ha poco a che vedere ma oltre ad essere una bella trama si nota l’abbigliamento degli interpreti vestiti rigorosamente con abbigliamento casuals che molto piace alle nuove generazioni di tifosi d’oltremanica.

Gianluca Dileo