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<< Indietro - Home - Il regista - 25 Novembre 2017 alle 10:09

L'archeologia applicata al calcio

Nella sua quarantennale carriera di archeologo Jason Wood ha viaggiato per mezzo mondo alla ricerca di resti romani nelle fortezze giordane e partecipato alla ricostruzione di regge reali in Nepal. Tuttavia il suo ultimo progetto, forse meno esotico, ha rapito le attenzioni di un intera città stimolando una collaborazione da grande evento. Si è trattato di scavare in mezzo a un boschetto di Bradford per riportare alla luce ciò che restava del vecchio stadio del Bradford Park Avenue. L’impianto, dopo la sua chiusura nel 1974, era stato abbandonato e lasciato alle erbacce. Il Bradford PA, fondato come compagine di rugby nel 1863, è un club con un passato abbastanza importante nonostante navighi in categorie sotto l’asticella del professionismo e ovviamente sotto l’ombra dei loro concittadini più importanti del Bradford City. Convertitesi al calcio nel 1895 presero il via con una tenuta ambra-rosso-nera finché nel 1912 arrivò ad allenare Pat Maley, ex giocatore del Celtic, che optò per mutare le divise in biancoverde anche se la tinta originaria resta sempre fattore identitario. Wood, da sempre assiduo sostenitore degli “Stans”, ha iniziato il lavoro nel 2013 e con l’aiuto di molti tifosi la casa dimenticata del Bradford Park Avenue è lentamente tornata a mostrarsi fra frassini e pioppi. Sono riemersi dalla vegetazione le gradinate, i muri perimetrali, i tornelli in ferro, qualche scellino perduto, scarpette da gioco, un cartello che mostrava il prezzo del biglietto della partita in cui un giovane Kevin Keegan aveva aiutato lo Scunthorpe a vincere qui e anche una spilla da pannolino, dissotterrata vicino a uno dei sostegni della porta. Quest’ultima cosa sarebbe rimasta un mistero se non fosse stato per l'arrivo di Susan Farr, figlia di Chick Farr, ex portiere della squadra che ha spiegato che l'elastico dei pantaloncini di suo padre si era spezzato durante una partita costringendolo ad eseguire una riparazione d’emergenza. Ad ogni modo il progetto di recupero è stato finanziato dalla National Football Museum oltre che dal Arts Council England, e la storia dello scavo è finita su un libro.

Simone Galeotti