Attenzione!Il tuo browser non rispetta gli standard richiesti da www.sodaliziolazio.com.

È neccessario aggiornare il browser.

<< Indietro - Home - Calcio che passione - 27 Novembre 2017 alle 13:34

Il clasico rioplatense: un derby lungo piu' di un secolo

Nel pomeriggio il Venezuela sconfigge per 4-0 il Perù, all'Argentina non resta che vincere contro l'Uruguay, nell'ultimo incontro del girone eliminatorio, per poter accedere alle semifinali della Copa America di futsal femminile.

Ma l'impresa non è semplice, l'Uruguay gioca in casa e fin qui ha sempre disputato ottime partite, il suo ruolino di marcia è eloquente: due vittorie ed un pareggio.

Quando le due formazioni scendono in campo nel Polideportivo de Las Piedras le gradinate sono stracolme di tifosi, molti dei quali sventolano una bandiera uruguayana. E' una bolgia. Ansia e passione.

E' sempre così quando si gioca il clásico rioplatense. Uruguay e Argentina è una rivalità calcistica che inizia nella notte dei tempi: è il 16 maggio del 1901 quando si disputa la prima partita internazionale al di fuori dai confini britannici. Vincono gli albicelesti per 3-2. Da allora il derby si è giocato tantissime volte. 

All'inizio degli anni Venti, quando la Coppa del Mondo di calcio non era stata inventata, le due Nazionali si sfidavano nelle Olimpiadi, la manifestazione calcistica più importante: La Celeste conquista la medaglia d’oro in due occasioni, nel 1924, sconfiggendo la Svizzera a Parigi, e nel 1928, ad Amsterdam, proprio contro i rivali dell'Argentina. Quel giorno di giugno l'Uruguay vince per 2-1, segna prima Figueroa, pareggia l'abiceleste Monti, che diventerà campione del mondo con l'Italia nel 1934 e, a poco più di quindici minuti dal fischio finale, segna Scarone.

Sono due stati confinanti, ascoltano il tango, amano il mate, ci vive tanta gente che un tempo era emigrata dall'Italia, infatti sono le nazioni più europeizzate dell'America Latina ed entrambe hanno nella propria bandiera nazionale il Sol de Mayo, il simbolo delle rivoluzioni rioplatensi. 

Sono simili, molto simili ma nel calcio questo non conta, ogni partita è una battaglia. nessuno vuole perdere il clásico rioplatense! Il fútbol non è soltanto un gioco neppure da quelle parti, è orgoglio nazionale è dimostrare al mondo la propria grandezza.

Ieri il clásico rioplatense si è giocato ancora, che fosse una gara importantissima, lo si è capito subito guardando le calciatrici con la mano sul cuore cantare l'inno Nazionale. Volti tirati e la consapevolezza di rappresentare una Nazione, di accingersi a scrivere un altro capitolo di una storia lunga ed affascinante.

Nonostante i pronostici della vigilia, nonostante il passo falso nell'ultima gara e i dubbi che affiorano all'improvviso, le ragazze albicelesti volano sul campo. Dure come la pietra, non sbagliano niente. 

Al fischio finale hanno rifilato sei reti alla Celeste e sono in semifinale. In campo una nostra vecchia conoscenza, con la maglia numero nove Gimena Blanco, anche ieri, come quando vestì la maglia della Lazio, determinante nel compiere un'impresa che sembrava impossibile.

L’ennesima.

Giorgio Acerbis