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<< Indietro - Home - Tribuna Tevere il Sodalizio - 07 Marzo 2018 alle 16:58

storie e quartieri ....

Apriamo questa nuova rubrica sul sito dell'Associazione Sodalizio dal titolo: "STORIE E QUARTIERI”Racconti da parte dei tifosi Laziali della storia sia personale che dei quartieri e paesi che fanno parte dell’Associazione Sodalizio.Iniziamo da Fabiano oggi responsabile del Sodalizio CasalBruciato: ricordo che  tutti  possono pubblicare i propri ricordi da tifoso, basta scrivere nella email : associazionesodalizio@gmail.com

 

Spiegare su poche righe il gruppo Casal Bruciato è praticamente impossibile o per lo meno molto difficile, comunque ci provo.Casal Bruciato... ma in realta’ il nostro gruppo per lo stadio era formato da parecchi ragazzi della tiburtina che comprendeva si Casalbruciato ma anche Portonaccio, Pietralata, Tiburtino terzo.Tenere testa a tutti quei romanisti negli anni ottanta è stato difficilissimo, però non ci siamo mai arresi, come sempre del resto, la mia prima uscita in trasferta è stata nel 1983, avevo  13 anni, ho sempre frequentato ragazzi più grandi e scappai di casa per vedere Catania-Lazio dove Giordano fece uno dei più bei gol mai visti e Mastalli ci puni’ al novantesimo… Tornai il lunedì sera da quella trasfertaIl nostro gruppo era composto da vari TIFOSI: Mario Tocci, Zaffiro, Maurizio Rivera, Patoffia, Massimiliano Laverde, er biondo, Sandro(roipnol), Pippo er siculo e poi altri di cui non ricordo purtroppo  il nome…Noi ci incontravamo sempre alla fermata di via tiburtina al cinema Ulisse, per ogni trasferta e partita in casa.La prima tappa era sempre alla stazione tiburtina, scavalcavamo a prendere in “prestito” qualche torcia, e poi via, alla stazione termini dove raggiungevamo i ragazzi della stazione che non sto’ qui ad elencare, poi o l’autobus  121 oppure il treno, che pero’ con il fatto che eravamo in serie B, per raggiungere citta’ poco collegate, spesso partiva da tiburtina.

Il  gruppo era bello unito, sai nella zona ai tempi c’era il roma club casal bruciato e a portonaccio la "bisca" dei fedayn, ma noi sempre  belli tosti. La prima domanda quando ci incontravamo era : Quanto c’hai ?? Sempre senza una lira in tasca ma con tanta voglia di portare la mentalità Ultras in  giro per l’italia.  Poi purtroppo l’avvento delle droghe ha rovinato e sterminato gran parte di quella gioventù. Il ricordo delle lunghissime trasferte mi tiene in vita, quando vedo la realtà  di oggi allo stadio, poi sentire o leggere su fb o sui social e siti dei racconti dove tutti stavano dappertutto, mi fa venire da piangere o da ridere … Se penso che a Taranto 3-3 doppetta di Savino e pareggio a conque minuti dalla fine di Ciro Muro....Catanzaro - Lazio 1-1 Monelli al 93’ … Scrivemmo sul muro della via dello stadio “Via dei 34”, le forze dell'ordine  quando arrivammo allo stadio a piedi dalla stazione senza scorta ci dissero: ma quando siete arrivati ? Noi non sapevamo niente, poi giù a prendere due panini sotto la loro curva, il capannello intorno a 4 dei nostri e poi…siamo passati alla storia…non dico altro, e noi con il treno ad aspettare gli altri laziali che stavano con il  pullman, il dopo partita…e noi dentro i blindati alle 23 di sera trasportati fino a Lamezia Terme, mi ricordo Maciste che si sdraio’ a dormire che si sveglio’ quando  arrivammo alle 16 del giorno dopo a Roma TERMINI.Oggi sembra che c'eravamo  tutti, ma pazienza chi c’era sa, poi ricordo lo stadio di Barletta, una vittoria  0-1 con rete di Monelli, in pochi ricordano che era il  nostro  bomber!La domanda che mi pongo è sempre la stessa sapere solo una cosa a parte chi purtroppo non c’e piu’, ma tutti gli altri dove sono finiti ?Io per quei ragazzi ero pronto a morire e combattere e loro per me. Quegli anni mi costarono denunce, un anno non potevo sostare in Lombardia , la diffida in quei tempi lontani si chiamava “foglio di via” presa in Brescia-Lazio, dove ricordo il “famoso coro da parte degli Irriducibili ….”vai a mietere il grano bresciano bresciano”, altre regioni lontane , Piemonte, Abruzzo, Calabria e Puglia.In quei tempi puntualmente ognuno di noi aveva il divieto per qualche regione, si facevano “collette”per l’avvocato e sistemare la situazione e ci scappo’ anche la cena dal “ frustone".I ricordi sono tanti, , nonostante in quelle trasferte portavamo sempre una kodak usa e getta, ma con i problemi che ho dato in famiglia un bel giorno mia madre le brucio’ tutte, pensando di cancellare il mio passato e non condividendo tutto quello che facevo, ma quelle foto le ho tutte nella testa e nessuno potra’ mai cancellarle.

Un abbraccio a tutti i laziali del quartiere!

Fabiano  Sodalizio Casalbruciato