Attenzione!Il tuo browser non rispetta gli standard richiesti da www.sodaliziolazio.com.

È neccessario aggiornare il browser.

<< Indietro - Home - Bravo chi legge - 17 Aprile 2018 alle 16:58

Storie maledette, l'altra faccia del calcio

Quando pensiamo alla vita dei calciatori è facile immaginare vite da favola, fatte di cospicui conti in banca, di belle donne, di abiti firmati e di auto di lusso. Nella stragrande maggioranza dei casi questo stereotipo corrisponde alla verità, eppure non è sempre così.

E’ arrivato in libreria un libro che invece ci porta a scoprire il lato oscuro, ma forse più umano del gioco del calcio. L’autore è Remo Gandolfi e si intitola “Storie maledette, l’altra metà del calcio”. E’ una galleria di racconti in cui viene narrata la vita non solo sportiva di tanti idoli calcistici. Qualcuno è molto famoso, come il temibile terzino argentino Tarantini, il talentuoso Francisco Marinho, il dottore del calcio per antonomasia quel Socrates che giocò anche nel nostro paese con poca fortuna ed il bomber argentino Luque. Altri sono meno famosi nel nostro paese ma lo sono stati nel loro paese d’origine.

Per tutti costoro la vita all’improvviso, Panerai Replica come un soffio di vento, ha preso una piega imprevista, in una manciata di secondi tutto è cambiato. Il nemico non era più il terzino o l’attaccante avversario, il giornalista con i suoi articoli poco obiettivi e certi tifosi che ti insultano per novanta minuti di gioco, no… tutte queste cose diventano all’improvviso delle banalità è la vita che ti presenta il conto proprio quando meno te l’aspetti. E poco importa che sei nel fiore degli anni, che sei un calciatore famoso, ora inizia una nuova battaglia, dura, difficile da cui non è facile rialzarsi, devi trovare la forza di combattere magari cercando anche una spiegazione.

Remo Gandolfi ci narra del “male di vivere” di questi campioni dal fuoriclasse argentino che saltava i suoi avversari come birilli, ma si sentiva ladro, e non riusciva a mollare la vita con la sua banda, fatta di furti rocamboleschi, non riusciva a fare e meno dell’adrenalina di un colpo ben riuscito, del magazziniere anima di un club di terza divisione, che ne diventa allenatore regalandogli una storica promozione fino all’insulto della morte del figlio, e del calciatore dell’Estudiantes, che nonostante gli sia diagnosticato il “brutto male” vuole giocare l’ultimo derby con quella maglia che ha indossato per anni con orgoglio.

“Storie maledette” è un libro ben scritto che fa riflettere non solo sul calcio ma sulla vita, è un libro che merita di essere letto.

Giorgio Acerbis