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<< Indietro - Home - Calcio che passione - 18 Aprile 2018 alle 17:08

Ireland one, England neill

Non me lo ricordavo. O meglio, non mi sembrava che fossero già passati Rolex Day-Date Replica Watches trent’anni. Trent’anni sono tanti, pure troppi, un terzo della nostra vita a essere molto ottimisti. E’ stato un quadretto appeso al Murrays di Dublino, in O’Connell Street, a farmi tornare in mente quel piccolo folletto infaticabile che con un perentorio colpo di testa parve eludere 800 anni di ingerenze inglesi. E a quel punto, colto da santifica visione, nell’immanente aroma di tostatura del malto d’orzo, ho dipanato la memoria, allontanandomi da quel frammento d'azione, per tornare a recuperarlo appieno e non solamente nell’oblio del suo compimento.

Nella successione di porzioni la scena iniziale si apre con un uomo smilzo, composto e vagamente rassegnato che sta pescando dentro un torrente delimitato da un discontinuo verde panteista, sotto un cielo attraversato da nuvole velocissime.

Quell’uomo si chiama John Charlton, detto Jack the Giraffe. Si, il fratello del più replica gucci handbags famoso Bobby.

Quando la trota abbocca la canna di Jack incomincia a incurvarsi verso l’acqua che scorre cristallina a valle dei suoi stivali. A migliaia di chilometri da lui, allo stadio Levski di Sofia, un panchinaro scozzese infila la Bulgaria in contropiede a tre minuti dal termine e in tutte le case d’Irlanda, dovunque ci sia un televisore o una radio sintonizzata sull’evento, scoppia un subbuglio di gioia imprevisto e incontenibile. Con quella rete, utile solo per la dignità, un certo Dave Mackay regala ai boys in green la possibilità di giocarsi la prima fase finale in un torneo calcistico di prestigio. L’Irlanda guidata dall’inglese (e protestante) Jack Charlton va così dritta all’europeo tedesco del 1988.

Oh, adesso la trota è proprio stremata, lentamente Jack la avvicina, la prende, la slama con dovizia e se la mette in borsa. Una gran bella trota di almeno due chili. Beh, - pensa Jack- “tutto sommato è andata piuttosto bene”, si abbassa sulla fronte l’inseparabile cappellino e fa una smorfia di compiacimento ancora ignaro della festa scoppiata nel frattempo nei dintorni. La federazione irlandese manda immediatamente una cassa di Champagne agli omologhi scozzesi che però, pensa te, gliela rimandano subito indietro. Insomma, orgoglio e qualche ruggine.

Si, perché “È un peccato per Ray” cantavano i Lemonheads.

Un vero peccato che Ray Houghton non abbia mai indossato il blu scuro della Scozia, considerato che è nato nel caseggiato di Castlemilk a poche miglia da Hampden Park. La verità- come ha raccontato breitling superocean replica watches in varie interviste lo stesso Houghton- è estremamente semplice:

“Nel 1987 Charlton mi voleva nella sua Irlanda mentre la nazionale scozzese mi ha cercato con pochissima convinzione. Mia mamma Rita era una ragazza di Glasgow ma mio padre Seamus veniva da Buncrana nel Donegal, e quindi, aprendo il ventaglio delle regole, sono finito a Lansdowne Road.”

Il 12 giugno 1988, al Neackarstadion di Stoccarda fa un caldo terribile, insolito, di fronte Irlanda e Inghilterra. Oltre diecimila tifosi partono dall'isola, quasi tutti raggiungono il porto sulla Manica di Ramsgate e da lì salgono sui traghetti con destinazione Ostenda. E poi giù tutto d'un fiato, anzi tutto d'un sorso, in auto e furgoni attraverso le pianure del Belgio fino Replica Breitling Chronomat Watches alla Germania. A Dublino scatta una discreta agitazione; da Arnotts, in Henry Street, esauriscono ogni taglia di quella magnifica Adidas e i tricolori invadono i pub. Ballano i tavolini a tre gambe, bastano sei minuti per invocare gli spiriti dei romanzieri: Jonathan Swift s’inventa un nuovo lillipuziano, Oscar Wilde smarrisce la noia del “Dandy” e James Joyce crea un epifania che sblocca la paralisi. Più prosaicamente Tony Galvin mette la palla in mezzo, John Aldridge la spizza e Ray Houghton è al posto giusto nel momento giusto.

Ireland one, England neill.

Trent’anni, Ray?.. di già? Ouff, ho ordinato un'altra pinta.

Simone Galeotti