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<< Indietro - Home - Calcio che passione - 27 Aprile 2018 alle 07:03

Oggi allo Stark's Park stanno tornando a cantare

Fu una sensazione, non una certezza. Fu un illusione, ma si un abbaglio, jaeger-lecoultre reverso replica watches può capitare quando non sei abituato a certi palcoscenici e la storia ti corre accanto senza rendertene conto se non in un secondo momento scollato dal quel presente. Eppure il tabellone dell’Olympiastadion di Monaco di Baviera aveva lettere grandi, luminose, e recitava chiaramente un risultato: Bayern Munchen 0- Raith Rovers 1, rete di Danny Lennon al 43esimo del primo tempo.

Tutto vero, ma anche tutto passeggero, vacillante; il Bayern di Klinsamnn, Babbel e Papin, ribaltò il risultato superando il turno dopo aver già messo le cose in chiaro nella partita d’andata.

Francamente ho sempre replica hublot all black watches pensato che chi si innamora del calcio lo fa essenzialmente per dei particolari che a chiunque altro sfuggirebbero, o nella più probabile delle ipotesi, trascurerebbe ritenendoli privi di importanza. Si, perché esiste un sottobosco assolutamente curioso che ogni tanto riemerge dai cassetti della memoria, o meno metaforicamente dai miei veri cassetti, pieni di libercoli, fogli ingialliti e altre amenità. Ovvio, non si può ricordare tutto, come è altrettanto difficile conservare tutto. E probabilmente non è neppure necessario o desiderabile. La memoria resta un meccanismo selettivo. Decide da sola cosa abbandonare, lasciandoci il compito di capire il perché a posteriori. Altre volte rimane un segno su una vecchia rivista, un risultato scarabocchiato o una semplice foto ritagliata. E alle volte ho la sensazione che certi appunti abbiano verso di me una sorta di aspirazione, di anelito, come il soffio d'aria provocato dal passaggio di un fantasma che desidera farsi notare. Ed eccolo il dettaglio di cui parlavo in partenza, quel vantaggio del piccolo Raith Rovers in trasferta nella Coppa Uefa 1995/96 sul campo dei blasonati tedeschi che mi ha invitato a controllare l’attualità delle cronache.

Succede che nell’incantevole Stark’s Park (inaugurato nel 1891 previa progetto di mister Archibald Leitch, e chi se no?) si stanno preparando a festeggiare la promozione in Championship dopo un annata lottata punto a punto con l’Ayr United. Il manager Barry Smith, nativo di Paisley, patria dell’omonimo tessuto, ha saputo timonare a dovere un gruppo dove la prolificità realizzativa del trio composto dal prodotto locale Lewis Vaughan, Greig Spence (arrivato in estate dall’Alloa Athletic), e dall’esperto attaccante Liam Buchanan, cresciuto nelle giovanili degli Hearts e poi sbocciato fra i copertoni consunti di Cowdenbeath, ha trascinato il Raith al successo.

Certo, a ripensare agli anni d’oro di questo club, all’icona Jimmy Nicholl, alla vittoria contro il Celtic ai rigori vacheron constantin malte replica watches nella finale della Coppa di Lega e alla conseguente partecipazione europea, adesso fa un po’ sorridere questo loro navigare nelle serie inferiori battenti bandiera di Saint Andrew, ma a Kirkcaldy in ogni caso provano a risalire un gradino importante. Negli ultimi anni i Rovers si sono mossi con perizia pure per non dover fare a meno dell'antico campo da gioco. L’erba dello Stark’s Park era stata affetta da una malattia chiamata "Black Layer", una patina nerastra che impedisce il drenaggio, limitando l'ossigenazione dell’erba, la quale lentamente tende a sparire. I trattamenti apparvero subito costosi e soprattutto inutili; l’afflizione sembrava più dura del previsto da rimuoversi. A quel punto la società vistasi in difficoltà, pensò dapprima di installare un terreno sintetico, tuttavia, consapevole del desiderio dei sostenitori di mantenere quello tradizionale, la dirigenza iniziò a intrattenere colloqui con i migliori botanici dell'Università di Edimburgo allo scopo di trovare la cura giusta per non perdere la vecchia superficie naturale. Alla fine gli esperti hanno raccomandato una versione geneticamente migliorata di una rara erba orientale conosciuta come "Floral Poi", le cui radici affondano molto più in profondità dell'erba normale, il che significa che il terreno ha maggior aerazione e i risultati sono stati soddisfacenti, anzi, la qualità di queste zolle ha diminuito il numero delle partite annullate a causa di pioggia o intemperie varie.

Incantevole Kircaldy, disposta sul fianco di un braccio di mare che si insinua nel cuore della Scozia fino a stringersi in una sinuosa vena in prossimità di Stirling. Daniel Defoe, autore del celebre romanzo Robinson Crusoe, definì la cittadina “One street, Onte mile long“ ossia, una strada lunga un miglio, ed è su questa via che dal 1305, annualmente, si svolge il Replica Tag Heuer Watches Links Market, forse non la fiera più grande del mondo, sicuramente quella più lunga nel senso topografico del termine.

Il Raith Rovers fondato nel 1883 indossa una meravigliosa maglia navyblue con sul petto un leone rampante detto Roary Rover. Nell'antico gaelico scozzese la parola “Rath” significa fortezza o comunque residenza fortificata, ecco perché forse a Kirkcaldy hanno scelto questo appellativo per la loro squadra, rifacendosi alla vicina rocca di Ravenscraig. Ciò detto a tutt'oggi ci sono ancora diverse controversie sull'etimologia del nome del club portate avanti da animosi appassionati seduti sui legnosi sgabelli del Penny Farthing in High Street. Un episodio curioso è datato replica hublot tourbillon watches 1967 quando il commentatore della BBC David Coleman dopo che i Rovers avevano battuto in casa il Queen of the South per 7-2, esclamò convinto:

Stasera ci sarà un mucchio di gente a festeggiare per le vie di Raith”.

Un po’ come se da noi avessero detto che le strade di Atalanta sono colme di tifosi in delirio. Risulterà una delle gaffe televisive peggiori di sempre, ma è acqua passata e anche Harry Ritchie, super tifoso dei Rovers, nel suo “Take my whole life too” ci ironizza sopra; in ogni caso l’importante è che oggi allo Stark’s Park stanno tornando a cantare.

Simone Galeotti