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<< Indietro - Home - Vecchi spalti - 18 Ottobre 2019 alle 15:33

LAZIO -PADOVA...

Lazio-Padova

Quella fu la partita piu’ importante per noi , segno’ la nascita del gruppo, il nostro battesimo del fuoco. La settimana prima eravamo tutti in fermento,  almeno una parte di noi tifosi , quelli che volevano un certo cambiamento allo stadio, soprattutto nel modo comportamentale, fare il tifo ad una certa maniera: quella britannica senza il rullio di quei fastidiosi tamburi ed i cori diversi dal solito, non copiati ad altre tifoserie italiane, anche perché noi eravamo i laziali guardati e temuti da tutta Italia e non volevamo che si perdesse questa nomina  lasciando campo aperto a quel gruppo definito storico che erano gli eagles' facendogli fare il bello e purtroppo cattivo comodo allo stadio. Ci incontrammo ad inizio settimana in piazza ottavilla nel quartiere monteverde in una bisca per decidere il da' farsi. La cosa che faceva ridere è che dentro una saletta privata, tra i campi di biliardo e il fumo accecante delle sigarette dei biscazzieri, stavamo delineando un futuro storico che nessuno si sarebbe mai immaginato. La prima cosa che decidemmo fu quella che dovevamo far capire agli altri tifosi della curva che stava nascendo un nuovo gruppo ,dovevamo divulgarlo già dall'entrata della domenica . Facemmo dei manifesti che annunciavano la nascita di un nuovo gruppo, le spiegazioni per cui nasceva e che tutti erano ben accetti ma anche che la mentalità da stadio che campeggiava da anni all'interno doveva cambiare.Il sabato prima della partita andammo ad attaccare i manifesti per tutte le entrate dello stadio, scavalcando le recinzioni quando ce n'era bisogno, ci dividemmo in più gruppi per cercare di coprire tutti i settori , quando finimmo il problema era se questi manifesti non venissero coperti da altri soprattutto da quelli pubblicitari che in quegli anni andavano  per la maggiore allo stadio o dagli odiati dirimpettai che qualche volta facevano capolino la sera prima delle partite per fare scritte offensive. Quindi l'ordine era quello di dover difendere i manifesti fino a tarda notte.Rimanemmo nei paraggi a mò di vedette con qualcuno di noi che fece l' alba per controllare. L'indomani andammo allo stadio molto presto, pochi sapevano della comparsa di un nuovo striscione che si collochera’ nel muretto centrale della curva nord(curiosità: lo striscione  venne realizzato  dietro una tavola del nostro beneamato subbuteo, collocata dietro la porta della nostra camera). Fummo fortunati, perche era lungo solo una decina di metri…. se si pensa che li sopra venne verniciato in passato un certo Ultras del ’74 sez. Giorgio Chinaglia di molti piu’metri… Ritornando a quella partita, ricordo la collocazione ai lati del muretto altri due storici striscioni: VIKING e ULTRAS ’74. Proprio perche’ si  voleva far capire un po’ a tutti il coinvolgimento ed il binomio di quei tifosi che ne avevano fatto parte in passato. Quando si strotolo’ IRRIDUCIBILI molti non capivano, tanti sorridevano, altri pensavano che come si dice a Roma “e’ un foco de’ paglia” che durava poche settimane essendoci in quella curva un gruppo storico che campeggiava da decenni. Noi ragazzi  piu’ giovani, ci collocammo nella parte destra muretto basso guardando il campo di calcio,qualche ragazzo ex Viking e  i piu’grandi sul muro centrale ,dove prima della partita campeggiava sventolando una bandiera con la scritta VECCHIA GUARDIA. Volevamo collocarci in basso ,cercando di coinvolgere anche l'altro muro parallelo a quello degli eagles' gia’dalla prima partita. Intonammo cori diversi ("oioioi") con contorno di qualcun altro piu’ antico ("forza vecchio cuore biancoazzurro") per far capire un po’ a tutti anche il cambiamento canoro e di mentalita’ che volevamo inculcare, ma non era facile, dall'altra parte c'era un gruppo storico con tanto di tamburi e cori un po' purtroppo "alla napoletana" che coinvolgeva gran parte della curva nei momenti salienti della partita. Ma noi eravamo esuberanti, avevamo idee innovative di fare tifo, la nostra fissazione era certosina, quasi maniacale, con un contorno di goliardia che poco si era visto in quella curva. Questi sono stati gli ingredienti fondamentali per cui da quel piccolo gruppo di ragazzi dietro uno striscione lungo 10 metri in quella partita di serie cadetta si fece poi la storia della nostra beneamata curva.

Dr.Enrico