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<< Indietro - Home - Vecchi spalti - 18 Ottobre 2019 alle 17:00

"Antichi pensieri" 1987

Dopo la creazione dello storico striscione “IRRIDUCIBILI”vennero realizzati altri striscioni,frasi diverse ma sempre attinenti alla nostra mentalita’, paralleli al nostro modo comportamentale. Ne spieghero’ qualcuno: “NOI BULLI” striscione fatto e comparso in quel di San. Benedetto, volevamo ridare una certa romanita’ che latitava da un po’ di tempo con un tocco diverso, ricordiamo a tutti che fu il primo striscione di colore nero con scritta gialla mai visto in quel tempo e ripreso dopo anni soprattutto da un gruppo di ragazzi che si sono fatti valere in parecchi stadi d’Italia, buon sangue non mente. “MR. ENRICH” di colore blu con scritta bianca,realizzato con l’intento di far conoscere a tutta l’italia il nostro simbolo senza pero’ intaccare con orgoglio il nostro striscione storico ed unico. “ORANGE JACKETS” arancione con scritta nera lo facemmo perche’ rappresentava in modo goliardico il nostro modo di vestire e di lanciare mode, infatti l’arancione era l’interno del bomber “Alpha industries”  che quasi noi tutti indossavamo. “BLOUSONS NOIRS “di colore nero con scritta gialla e contorni dello striscione bianco e celesti. Anche questo segnava un nostro modo di vestire con i giubbotti di pelle “Schott” di colore nero o marrone e poi soprattutto per un remake della subcultura della  banda francese che imperversava negli anni ‘50‘60 rigorosamente noir.

ll 1987 segna oltre la nascita del gruppo irriducibili, anche una nuova era nel modo di comportarsi allo stadio e soprattutto in trasferta. Il modo di comportamento dei cosiddetti “cani sciolti”( ognuno per conto suo, ruberie gratuite etc etc) di prima viene sostituito da un vero  e proprio manuale tacito inculcato dal gruppo irriducibili per comportarsi in modo militaresco originale e differente dagli altri tifosi, soprattutto della nostra città . Anzi in molti casi nelle città dove andavamo , molti abitanti del luogo si stupivano e si domandavano se veramente fossimo di Roma poiché vedevano la differenza con gli altri dirimpettai e pensavano che forse loro erano i marziani ( per il modo di comportarsi , il modo di vestire il modo di fare il tifo). Proprio per questo realizzammo  un volantino per far capire una volta per tutte chi erano gli irriducibili e chi erano gli altri. Il volantino spiegava dettagliatamente chi eravamo noi, descrivendo per filo e per segno come eravamo vestiti e come dovevamo essere vestiti . L'irriducibile indossava il bomber jacket  originale alpha americano rigorosamente nero, blue o verde, la sciarpa al collo  popolar bianca e blues con riga più piccola celeste  indossata a modo di cravatta o similare, pantaloni jeans levi's, lee o mimetici  scarpe da ginnastica rigorosamente “NEW balance”, “Reebook”, “Adidas”o anfibi bassi “Dr. Martens”.Molti anche allo stadio che non ragionavano come noi pensavano che eravamo esagerati a ragionar così, facendo addirittura un volantino dato a tutti,ma la storia dopo ci diede ragione,sia nel modo comportamentale ma soprattutto nel modo di vestire. In quegli anni a Milano c'erano i Paninari o i San Babilini e San Carlini. A Roma c'erano i Tozzi o i Pariolini tutte subculture modaiole determinate dal modo di comportarsi con le loro marche di abbigliamento rigorosamente da indossare . Possiamo dire con emerito orgoglio che in quegli anni a Roma c'era anche la sub cultura degli Irriducibili, anzi possiamo dire di più che qualche capo di abbigliamento l'abbiamo lanciato noi ,sconosciuto e poi ,copiato dalle sub culture giovanili già presenti . Alcuni esempi le scarpe “NEW Balance 996” con la N grande di colore bordeaux o blu, la “REBOOK” tutta bianca con la scritta in piccolo e bandiera Union jack, pantaloni mimetici “Moleskin” a sei tasche per gli esperti.

 Proprio su questo tipo di pantaloni mimetici ricordo un aneddoto: andammo ad un Milan Lazio, parecchi di noi indossavano moleskin mimetici, arrivati in quel di Milano i milanisti rimasero colpiti sia dal nostro modo di comportarci sia dall'abbigliamento adottato. Al ritorno molti di noi persero il treno per Roma, decidemmo quindi di prendere, pagando, il  “Mi.Ro” primo treno veloce da Milano a Roma, dove trovammo alcuni calciatori della Lazio che,vedendoci così in tenuta da “irriducibili” non riuscirono a capire chi fossimo e cosa stavamo facendo li, provarono a parlarci, ma noi non dammo confidenza a nessuno, NOI eravamo gli IRRIDUCIBILI ,prima tifosi del nostro tifo e poi della Lazio.